Oggi nuova udienza del processo Vannini: segui la diretta - Terzo Binario News

Questa mattina si torna in aula per il processo sulla morte del giovane cerite Marco Vannini.

Un’udienza che potrebbe riservare novità. In discussione dovrebbe andare la super perizia della quale nelle settimane scorse si è venuto a sapere il contenuto. Marco avrebbe avuto possibilità di salvarsi se immediatamente soccorso, avrebbero in sostanza scritto i consulenti.

Sulla probabilità di salvezza invece il margine resta ampio, ma l’obiettivo della parte civile era dimostrare che la condotta dei Ciontoli è stata decisiva per mandare in fumo le possibilità di salvezza del giovane Marco.

DIRETTA 

  • il processo è aggiornato con questi testimoni al 29 gennaio alle 10, dove verranno sentiti tutti insieme. L’avvocato Alessandro Gnazi chiede la simulazione sulla quale la Corte si riserva di decidere
  • 12.53 – la presidente chiede se ci sono altri testi della difesa
  • Messina e Miroli chiedono di acquisire gli atti della direzione sanitaria del Gemelli, con la Presidente che risponde che secondo lei è una memoria difensiva che non viene accettata
  • Alessandrini: le complicanze sono state dovute al passaggio del proiettile che non c’era. Il ritardo dei soccorsi ha aumentato rapporto causale nella morte. Mi sono capitate poche lesioni di questo tipo. Nel referto del prof. Cipolloni la caratteristica del passaggio del proiettile era priva di conseguenze accessorie ma somigliava a un passaggio lineare. Basandomi su questo, è una ferita che possiamo considerare atipica, la casistica direbbe che non avrebbe dovuto dare scampo. Questo è un caso unico ed eccezionale rispetto al normale.
  • Ultima domanda di Miroli: Secondo voi il decorso post operatorio è corretto? La sua casistica personale su lesioni da arma da fuoco?
  • Alessandrini: non è un danno da 1 cm e comunque no, se Marco fosse stato soccorso correttamente, la probabilità di salvezza non lo so, sicuramente le sue condizioni sarebbero state più stabili. 
  • Miroli: Vorrei capire se il paziente ha sofferto di un forame in più? Sarebbe stato stabile anche se soccorso in tempo?
  • Alessandrini: in ospedale ci si adatta se necessario, anche con una diagnosi al tatto. Arcangeli aggiunge che al Gemelli  si poteva fare la tac ma senza approccio diverso. In sala operatoria Marco ci sarebbe andato comunque, anche aspettando 10 minuti.
  • Miroli: la lesione di Marco era grave. Come si sarebbero trovate le lesioni?
  • Alessandrini: la ferita di arma da fuoco al braccio era stata stabilita dal fatto che si vedeva solo quella. Il paziente doveva essere in codice rosso e portato al Dea di secondo livello e operato immediatamente. Questo non è successo. Dal punto di vita sanitario, se fosse stata fatta diagnosi normale sarebbe stata evidenziata la gravità.
  • Miroli al prof. Alessandrini: l’autopsia era incompleta
  • Arcangeli: sommando il ritardo della telefonata si arriva a 60 minuti di ritardo, calcolando che la notizia della ferita di arma da fuoco si è avuta dopo 50 minuti
  • Miroli: la notizia di arma da fuoco si è saputa dopo 110 minuti e non in 90
  • Arcangeli: Se ci fosse stata competenza medica necessaria si sarebbe proceduto immediatamente, fermo restando che si eccede nella prudenza attivando subito il protocollo se c’è codice rosso da arma da fuoco. Procedura detta over triage 
  • Miroli: quali sono i parametri di attivazione dell’elisoccorso?
  • Arcangeli: Il piano di volo agli atti non c’è. Sappiamo che nella scheda del 118 c’è scritto che decolla alle 2.09 e policlinico Gemelli e poi scritto Ladispoli. C’è confusione nella verbalizzazione. Si presume atterraggio alle 2.06. Considerando che servivano manovre di rianimazione, di notte non poteva atterrare dovunque.
  • L’avvocato Andrea Miroli della difesa: Perché l’elicottero è tornato indietro senza arrivare al Gemelli?
  • Arcangeli: a scoprire che c’era presenza massiva si sangue nei polmoni
  • Messina: l’eco fast a cosa sarebbe servito?
  • Arcangeli: la diagnosi precisa sarebbe stata fatta al Gemelli. Si sapeva solo della ferita, ma in tempi differiti dal normale
  • Messina: la diagnosi di ferita penetrante intratoracica chi l’ha redatta e quando?
  • Arcangeli: il 118, dotato di consulenza medica. Condizioni meteo perfette per volare quel giorno. Se ci fosse stata luce, l’elicottero sarebbe atterrato direttamente lì.
  • Messina: chi avrebbe dovuto avvertire l’elisoccorso?
  • Arcangeli: 30 minuti da scomporre fra atterraggio, discesa dopo il blocco delle pale e l’ingresso al Pit.
  • Messina: l’elicottero risulta fermo 30 minuti, non 12 come da prassi. Come lo spiega?
  • “Marco è sopravvissuto fra le 2.30 e le 3 ore ma non cambiano la sostanza della questione
  • L’avvocato Messina chiede come siano state stabilite le 3 ore di sopravvivenza di Marco. Risponde il prof. Arcangeli
  • 11.59 si riprende
  • 11.33 – l’udienza è sospesa, al rientro il dibattito
  • “Marco ha resistito 3 ore, le nostre conclusioni coincidono con quelle dei periti dell’accusa”.
  • “L’autopsia ha stabilito che il proiettile, senza effetti devastanti, ha perforato la pleura esploso da destra a sinistra, dall’alto in basso e leggermente da dietro in avanti”. 
  • 11.24 – parla il prof. Alessandrini
  • “In un’ora e mezza Marco sarebbe entrato in sala operatoria già stabilizzato”. 
  • 11.22 – Antonio Ciontoli è presente all’udienza
  • “Se Marco fosse entrato in sala rossa, sarebbe stato stabilizzato e sottoposto immediatamente a ecografia fast che in due minuti avrebbe fatto vedere tanto sangue negli emotoraci e sangue nel pericardio. Oltre alle flebo avrebbe avuto le trasfusioni, sottoposto a decompressione pleurica e poi portato in sala operatoria”.
  • “Se il personale avesse messo Marco sotto flebo – nel caso fossero stati informati dell’accaduto – si sarebbe stabilizzato”.
  • “Lo stato clinico di Marco, tra sopore e agitazione, non era dovuto agli stupefacenti ma perché il cervello disponeva di poco ossigeno. Si aggrappava alle persone in modo spasmodico ed è un caso da manuale”.
  • “In risposta a Messina: di notte ci sono due rianimatori e un chirurgo di pronto soccorso al policlinico Gemelli. Sono presenti un cardiochirurgo di guardia in ospedale e un chirurgo toracico reperibile”.
  • “La letteratura medica si rifà ai casi negli Stati Uniti dove in caso di ferite da armi da fuoco si porta il paziente immediatamente in una struttura ospedaliera in grado di eseguire interventi di chirurgia toracica e cardiochirurgia. Efficace solo la camera operatoria per questo si privilegia il trasporto alla stabilizzazione”.
  • Ore 11.04 – Si passa al trattamento ospedaliero adeguato in casi come quelli di Marco. Parla il prof. Francesco Alessandrini.
  • “Vannini sarebbe arrivato al Gemelli in condizioni di relativa stabilità perché messo in sicurezza prima. Un soccorso attuato correttamente avrebbe potuto evitare il decesso di Marco con un’alta probabilità”.
  • “Ipotizzando lo sparo alle 23.15, andando per eccesso, dopo la chiamata al 118 l’elimabulanza dal Salario e l’ambulanza da via de Gasperi al Pit avrebbero impiegato circa lo stesso tempo. In altre parole sarebbero arrivate contemporaneamente al Pit. Massimo alle 0.20 sarebbe arrivato al policlinico Gemelli. Minuto più minuto meno, Marco ci sarebbe arrivato in un’ora”.
  • “L’elicottero in circa 15 minuti sarebbe arrivato al Gemelli. L’eliambulanza è una piccola stazione di rianimazione”. 
  • “Sentito dr. Arcangeli per l’organizzazione del 118 e posso dire con assoluta certezza che centrale operativa attribuisce automaticamente il codice rosso in caso di ferite da arma da fuoco. Nel caso specifico, di sera con meteo buono, al Pit è disponibile autista e soccorritore, apposta non c’era il medico. Ma sarebbe stato allertato immediatamente l’elisoccorso”. 
  • “Viene chiesto soccorso con l’elicottero, dotato di rianimatore. L’eliporto del Pit è attrezzato per volo notturno”.
  • “Marco era a metà tra agitazione e stati di sopore. il Pit non va confuso con pronto soccorso vero e proprio”.
  • “Un soccorso attuato secondo modalità e tempi privi di ostacoli e ritardi avrebbe potuto evitare il decesso del giovane Marco Vannini con un’alta probabilità” scrivono i periti.
  • “Conclusione medico-legale è che un intervento immediato avrebbe potuto evitare la morte di Marco”
  • “Marco è sopravvissuto 3 ore. Le sue possibilità salvifiche statistiche erano consistenti, in base ad altezza e peso” 
  • “Più passa il tempo di arrivo in ospedale più si alza la mortalità”
  • Parla il prof Antonio Oliva.
  • Inizia la spiegazione dei periti sulle ferite penetranti inferte a Marco Vannini che stabiliranno se potevano essere mortali o no
  • L’avvocato della difesa Pietro Messina cambia tattica: attende una perizia che stabilisca se quella sera al Gemelli c’erano camere operatorie disponibili
  • Ore 10:19 – Entra la Corte
Pubblicato lunedì, 18 dicembre 2017 @ 08:17:19     © RIPRODUZIONE RISERVATA