M5S e Lega, ormai, non si risparmiano colpi e spallate. La convivenza forzata al Governo non placa punzecchiature e scaramucce. Così, a Roma, la sindaca Virginia Raggi risponde al ministro, Matteo Salvini: “Chiariamolo ancora una volta. Non facciamo sborsare un euro in più allo Stato e alle altre amministrazioni per il vecchio debito di Roma. Anzi facciamo risparmiare agli italiani e ai romani 2,5 miliardi di euro, tagliando i folli tassi di interesse delle banche su quei 13 miliardi di debito che hanno fatto le precedenti amministrazioni di Roma”.
La spiegazione viene fornita con delle molliche di pane: “Da quando ci siamo noi, il debito è addirittura sceso perché noi teniamo i conti in ordine e non ne facciamo altro. Noi riduciamo i debiti fatti dagli altri e alleggeriamo le tasse ai cittadini”.
“A Salvini voglio dire che ho le spalle larghe e non mi spavento facilmente – prosegue Raggi – io le villette dei clan mafiosi le ho abbattute, dopo decenni di silenzio delle precedenti giunte: otto case del clan Casamonica buttate giù dalla ruspa. Infine, per togliere la spazzatura non serve assolutamente uno scienziato ma sono necessari duro lavoro e costanza. Di certo non bastano due tweet e qualche battuta ad effetto. Ma io non voglio inutili polemiche elettorali. Lavoriamo!”
Pure Paolo Ferrara, ex capogruppo dei Cinque Stelle in Campidoglio, non è da meno. Invece del pane, preferisce fare un esempio con la banana: “A Matteo Salvini bisogna spiegare tutto. Lo Stato non sborserà un euro per il debito fatto dagli altri. Anzi facciamo risparmiare agli italiani e ai romani 2,5 miliardi di euro, tagliando i folli tassi di interesse delle banche su quei 13 miliardi di debito che hanno fatto le precedenti amministrazioni di Roma. Caro Matteo, qui abbiamo molto lavoro da fare e non possiamo stare dietro la tua campagna elettorale”. A chiudere il commento su Facebook di Jessica Amadei, ex assessora alla Scuola del Municipio V, in risposta alle parole di Ferrara: “Salvini non mi sembra un tipo che le banane le mangia. Dovresti provare con un piatto di fettuccine, forse lo comprenderebbe meglio”.
