L’Unione Rugby Ladispoli trova casa… a Cerveteri - Terzo Binario News

L’Unione Rugby Ladispoli ha la sua nuova casa… a Cerveteri. Infatti l’impianto attiguo all’Enrico Galli è stato assegnato alla società rossoblù che così adesso ha un punto di riferimento per far crescere la sua attività ovale dopo anni di peregrinazioni.

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Ci sono voluti dieci anni ma alla fine la perseveranza – e una serie di coincidenze favorevoli – hanno consentito di raggiungere l’obiettivo. La prima missione però è quella di mettere a posto l’impianto, dove l’erba è talmente alta da mettersi in competizione con i pali ad H. Qualche altro piccolo ritocco e poi bimbi e ragazzi potranno calcare il terreno di gioco per un’attività che si prevede abbastanza intensa nei prossimi mesi. Per una serie di vicissitudini, negli anni scorsi il campo è rimasto abbandonato e il Granarone stesso aveva tutta l’intenzione di farlo tornare a funzionare.

«Dopo un decennio da “re Giovanni”, il re senza terra, finalmente ora abbiamo un campo da rugby per i nostri piccoli e grandi atleti, la nostra Terra Promessa!» l’esclamazione che arriva dal club. Club che peraltro dovrà adattare la denominazione, visto che si chiama Ur Ladispoli ma sarà di stanza a Cerveteri: «La nostra “terra promessa” – spiega Luca Schilirò, segretario del sodalizio – per ora non porta il nome della nostra società, ma a questo provvederemo al più presto. Il Comune di Cerveteri, il sindaco Alessio Pascucci e l’assessora Federica Battafarano hanno dimostrato di voler bene ai ragazzi e allo sport in generale». Emozionato come non mai Marco Cavicchia, factotum della società, fondatore e attuale direttore sportivo: «Tanti sono stati i nostri sacrifici per non essere fagocitati dalle “sabbie mobili” della burocrazia e non solo. Si sono attraversati momenti difficili, dove sembrava che il dimenarsi facesse ancora più affondare. Senza cedere e, grazie degli amici che hanno sostenuto la Ur,l ne siamo venuti fuori alla grande». Ultimo a parlare il presidente Marco Tassi: «Ora sotto a lavorare per rendere questo campo agibile. Siamo partiti dai parchi pubblici, poi attività in spiaggia, in carcere, nei concentramenti e nei tornei internazionali. Adesso sù le maniche, anche con l’aiuto della Federugby, per rendere l’impianto fruibile totalmente».

Pubblicato giovedì, 7 Ottobre 2021 @ 05:03:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA