I numeri parlano chiaro: su 1100 lavoratori presi in esame – perlopiù italiani, ma anche polacchi, ucraini e slavi – 340 lavorano “in nero” e 207 sono irregolari. Le ispezioni hanno riguardato 250 imprese, dislocate lungo il litorale romano da Civitavecchia a Nettuno, delle quali 161 sono risultate non essere in regola. Svariati i settori coinvolti: si passa da bar, ristoranti e discoteche a imprese edili, di pulizie ed autolavaggi. Preoccupante il quadro che emerge dalle ispezioni delle Fiamme gialle, coordinate dal Secondo Gruppo operativo di Ostia, nel quadro del dispositivo di contrasto previsto dal Comando Provinciale di Roma.
Non solo si registra un aumento di lavoratori in nero, ossia completamente assenti dai registri previsti in materia di lavoro subordinato e privi di contratto, ma anche di lavoratori irregolari. In quest’ultima categoria, spiega il rapporto della GDF, rientrano numerosi casi meno gravi di violazioni della normativa vigente, come l’impiego per mansioni diverse da quelle previste dal contratto, con annessi eventuali compensi esorbitanti la busta paga. Particolarmente frequenti le assunzioni a tempo pieno simulate da contratti part-time. Nei confronti dei datori di lavoro si profilano ingenti sanzioni amministrative, oltre all’obbligo di versare tutti i contributi illecitamente omessi.
“Si tratta della punta di un enorme iceberg connesso al lavoro nero e irregolare”, ha commentato il responsabile della Camera del lavoro territoriale di Roma nord-Civitavecchia, Cesare Caiazza. “Un fenomeno, come da lungo tempo e costantemente denunciato da noi, enorme per dimensioni, molto complesso e tale da affliggere tutte le attività industriali, produttive e dei servizi, amplificato e reso ancora più radicato e ramificato per effetto della crisi in atto”, ha ribadito. Inoltre, pur senza omettere di esprimere l’apprezzamento della CGIL per la “meritoria opera della Guardia di Finanza”, Caiazza ha auspicato l’immediata convocazione di una riunione straordinaria del tavolo sul lavoro e sullo sviluppo di Civitavecchia, al quale spetterà di cercare soluzioni per far emergere e regolarizzare il lavoro nero. La richiesta è quella di affiancare ad un’adeguata opera di repressione, la creazione di nuove opportunità e di strumenti idonei a disincentivare le irregolarità e a favorire nuova occupazione regolare.
Fabio Paparella
