Intervengo a carattere personale, come portavoce di un comitato ed un intento organizzato indipendente di cittadini in lotta contro la riapertura Di Cupinoro, neo-incenerimento e impiantistica anaerobica, dannosa per l’ambiente .
Ritengo personalmente un atto coerente e di coraggio quello esternato dal PD locale di Cerveteri.
Chi comprende di politica, oggi arte nobile purtroppo rara, nel senso della passione e della abnegazione, quella che portava i sindacalisti socialisti e comunisti, nel dopoguerra e nel sud del nostro bellissimo Paese, al martirio per mano dei mafiosi e dei padroni, ha scienza dei gesti importanti.
Andare contro una linea governativa, dentro una compagine blindata in Regione e in Italia-Europa e’ difficile. Prendiamo atto, pur con le rispettive e profonde differenze .
Ora, da parte del “nulla” del Nulla del nulla dello zero, fare i conti con un tentativo positivo di condivisione e vicinanza a una lotta seria dei cittadini, una lotta contro tutto e tutti i poteri, una lotta impari che soltanto la forza dei cittadini, tanti potrà condurre vittoriosa, mi sembra la classica “pagliuzza” polemica intravista negli occhi.
Lasciamo stare di accennare ad argomenti maccheronici relativi ad impianti di trasformazione del rifiuto solido anche datati, quando il problema maggiore e’ la frazione umida del rifiuto. Oggi.
Ma c’è soluzione anche a ciò: ma per trovarla non giova lo starnazzare del nulla, ma il coinvolgimento di forze locali che potrebbero anche convergere “parallelamente”.
Lasciatemelo gridare : viva la prima Repubblica, e i giganti come Berlinguer, Pertini, Aldo Moro, Tina Anselmi ecc ,rispetto i quaquaraquà di oggi. Anche se nella tragedia greca ,le colpe dei padri… ricadevano sulla prole .Credo che oggi dobbiamo capovolgere un “luogo comune”: c’e’ deficit di impegno sociale e vera politica!
Troppa politichetta e personalismi. Auspichiamo un atto globale di intelligenza e valore politico, da parte di qualsiasi partito o compagine organizzata ,all’astenersi dalla esposizione di simboli e bandiere, in piazza, L’11 ottobre, che non siano i simboli colorati e pluriformi della lotta di tutti i cittadini per salvare il territorio

