“Inoltre dalla morte della senatrice, senz’altro personaggio di spessore, non sono passati ancora 10 anni”
Qualche mese fa avevamo condotto uno studio sommario sulla toponomastica cittadina e avevamo denunciato la discriminazione di genere contro le donne nella titolazione delle strade. Questa discriminazione è stata trasversale a tutti i partiti politici che si sono alternati alla guida dell’amministrazione comunale nel corso degli anni.
Anche le ultime titolazioni erano tutte in onore di persone di sesso maschile , persone perbene certo, ma che in alcuni casi avevano avuto solo il merito di essere vissuti.
Contestualmente a quella denuncia, abbiamo presentato, in data 12 novembre 2021 , al sindaco e alla presidente del Consiglio Comunale la richiesta di una titolazione di una via o una piazza alla nostra concittadina Leda Gallinari che è stata la prima assessore donna della città, subito dopo la guerra, una donna di grande spessore che ha onorato il suo sesso, la sua comunità politica e la città intera.
Dall’amministrazione non abbiamo MAI ricevuto risposta, nè dal sindaco nè dalla presidente Mari, che certo deve interpretare il suo ruolo di donna nelle istituzioni in modo “ originale” .
E così apprendiamo che, in questi giorni, il consiglio comunale, all’unanimità, ha deciso di titolare una piazza importante alla senatrice Mafalda Molinari .
Non abbiamo motivo di essere contrarie, conosciamo anche noi il suo impegno per la città, la sua generosità e il suo altruismo. Nè pensiamo che il fatto che esista una via Angelo Molinari, dedicata al padre, sia motivo per negarla a lei.
Noi sappiamo , e ci battiamo per questo, che una donna è una persona, individuale autonoma, non “figlia di “, “ moglie di”.
E tuttavia abbiamo da recriminare per questa titolazione.
Per prima cosa non sono passati dieci anni dalla morte della senatrice Molinari , che è il tempo necessario, senza chiedere dispense al prefetto, per la titolazione di una via o piazza. Noi abbiamo fatto la richiesta per Leda Gallinari allo scadere del decimo anno dalla morte. I meriti di Leda non sono stati inferiori a quelli della senatrice: impegno generoso per l’emancipazione femminile, attenzione ai diritti e ai bisogni dei più deboli, grande senso morale per il ruolo e rispetto del bene pubblico. Eppure la città sembra averla dimenticata.
Noi non vorremmo che sulla mancanza di risposta alla nostra richiesta ci sia il fatto che Leda Gallinari è stata una militante antifascista. Non possiamo pensare che dentro l’amministrazione si arrivi a tanta grettezza e non possa esserci , ancora oggi, riconoscimento del percorso che ha portato alla fondazione della Repubblica , senza nostalgie per tempi che avevano calpestato la libertà in Italia e per la quale Leda ha combattuto .
Oppure, e questo ci addolorerebbe ancora di più, non vorremmo che ci stato uno scambio, che è quanto di peggio possa fare la politica, tra la cittadinanza alla senatrice Liliana Segre e la titolazione della piazza alla Senatrice Mafalda Molinari.
Infine, con rammarico, notiamo uno scollamento tra l’opposizione politica e i movimenti, le associazioni , i gruppi che sono l’opposizione sociale di questa città.
Se ci fosse stato dialogo forse le cose sarebbero andate diversamente e avremmo dato giustizia a Leda Gallinari.
Noi non ci scoraggiamo, ripeteremo la nostra domanda al sindaco e alla presidente Mari, raccoglieremo le firme per dare forza alla nostra richiesta.
Le Ardite
