Dopo l’apertura del consigliere Emanuele Cagiola (leggi), nell’opposizione c’è chi dice no alle larghe intese in salsa ladispolana. “Non mi interessano”, afferma il consigliere Alessandro Grando, eletto con “Città Nuove” e ora nella formazione “Oltre”.
“Non credo che il modello delle larghe intese sia replicabile a livello comunale – ha aggiunto – i presupposti sono diversi: qui c’è un’ampia maggioranza numerica che, se è capace, deve governare, altrimenti vadano a casa. Per amministrare bisogna vincere le elezioni, noi le abbiamo perse e rimarremo all’opposizione”.
“Anche sul bilancio la maggioranza non ha fatto una bella figura – continua Grando – prima aveva convocato il consiglio comunale, poi è stato spostato perché non c’erano i 20 giorni dal deposito degli atti necessari per visionare il documento, quella sera non c’erano nemmeno i tecnici per relazionare e delle partecipate non avevamo nemmeno una bozza di bilancio in mano”.
“Comunque da parte del sindaco non c’è stata nessuna proposta formale, io l’ho appreso solo dai giornali – chiosa il giovane consigliere – certo ci vorrebbe un’uscita pubblica del sindaco che faccia pubblicamente “mea culpa”, ma anche di fronte a questa apertura non sarei interessato”.
Dello stesso parere il capogruppo di Forza Italia-Pdl Stefano Penge. “Non ci sono i presupposti, lo dimostra anche il fatto che ogni volta che abbiamo presentato proposte intelligenti, come con gli emendamenti al bilancio, abbiamo sempre ricevuto un rifiuto – ha affermato. Certo il fatto che si parli di larghe intese è un segnale che non va tutto bene nella maggioranza: Paliotta può galleggiare solo con l’appoggio di qualcuno dell’opposizione disposto a fargli da stampella, ma sarebbe un gesto scorretto verso gli altri consiglieri di centrodestra”.
E gli altri consiglieri di opposizione che ne pensano? “La consigliera del mio gruppo Franca Asciutto la pensa come me – ha spiegato Penge – di Agostino Agaro non saprei, ma certo la presenza di un’opposizione slegata non fa altro che reggere un centrosinistra malandato”.


