Riceviamo e pubblichiamo – Renzi ha fatto approvare, tra le proteste praticamente unanimi del mondo della scuola, la sua “riforma”.
Questo governo intende trasformare la scuola in un’azienda.
Non solo viola la Costituzione finanziando le scuole private, ma vuole uniformare ad esse anche ciò che resta del sistema pubblico scolastico.
Renzi è riuscito dove la Gelmini aveva fallito.
Ha introdotto nella scuola, che deve essere palestra di democrazia, luogo di formazione alla cittadinanza, strumento di costruzione dell’uguaglianza, il comando gerarchico e clientelare sui docenti, violandone la libertà di insegnamento, l’umiliazione del ruolo dei docenti, degli studenti e dei genitori, l’affermazione dell’influenza dei ricchi, dei potenti e del mercato sugli indirizzi dell’istruzione dei nostri figli.
Le modifiche, parziali e limitate, che sono state ottenute dalla straordinaria mobilitazione dei docenti e degli studenti, purtroppo non ne modificano affatto l’impianto regressivo e anticostituzionale.
La profonda controriforma del nostro sistema scolastico, dopo il Jobs act, costituisce un’altra tappa della marcia di Renzi per smontare i presidi che la nostra Costituzione ha posto a tutela dei diritti sociali dei cittadini.
Ogni giorno che passa testimonia la pericolosità per la tenuta democratica del nostro paese del governo Renzi.
L’Altra Europa, impegnata a costruire una alternativa sociale e politica contro le politiche di austerità e limitazione dei diritti che da anni stanno distruggendo il paese, ribadisce il proprio sostegno alla lotta della scuola, è impegnata a sostenere ovunque la mobilitazione di insegnanti, genitori e studenti per cercare di ottenere che questo disegno regressivo venga fermato al Senato e per tenere aperta in ogni caso la battaglia per un’istruzione libera, pubblica e per tutti.
