LADISPOLI – Conta al momento quattro firme la mozione di sfiducia proposta dal consigliere e neo candidato sindaco Alessandro Grando.
Un atto di cui il consigliere aveva annunciato la stesura il giorno successivo alla pubblicazione online di una bozza di un’informativa della Guardia di Finanza in cui sono riportate conversazioni telefoniche intercorse tra politici, dipendenti comunali e l’indagato Luigi Valà, circa appalti, lavori privati e favori personali.
Il partito democratico locale , nei giorni successivi alla fuga di notizie, aveva, senza se e senza ma, confermato la sua fiducia alla maggioranza dichiarando che « il Direttivo del PD di Ladispoli ribadisce il suo sostegno all’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Paliotta, in un’ottica di rilancio dell’azione amministrativa che abbia come obiettivo il raggiungimento di alcuni punti prioritari di fine consiliatura. In tale contesto si demandano al primo cittadino le scelte operative e gestionali tese a rendere più efficace ed efficiente l’azione della Giunta e dei singoli Assessorati».
Di altra posizione, invece, Società Civile per Ladispoli che attraverso il proprio capogruppo, Agostino Agaro, ha chiesto la mozione di sfiducia.
Altri firmatari del documento al momento sarebbero i consiglieri Stefano Penge e Franca Asciutto.
Ancora non pervenute le posizioni dei consiglieri Ruscito e Cagiola, che si sarebbero presi del tempo per parlarne con il loro gruppo.
Nessuna risposta al momento neanche dai consiglieri Concetta Palermo, Stefano Fierli, Lucio Latini , Sergio Cervo, Giovanni Crimaldi e Gabriele Fargnoli di cui quindi non si esclude l’appoggio alla mozione di sfiducia.
Critico il consigliere Alessandro Grando che esprime così il suo pensiero: «Credo che i consiglieri che fino ad ora non hanno aderito alla mozione di sfiducia se ne debbano assumere la responsabilità politica.
La loro coscienza evidentemente non è stata smossa, continuano a far finta di nulla. Vuol dire che a loro conviene così».

