Il teatro di Ladispoli prende forma. Almeno la struttura esterna, perché per completare gli interni serviranno altri finanziamenti e probabilmente un altro bando. L’edificio, che sarà chiamato auditorium e probabilmente sarà intitolato al maestro Massimo Freccia, svetta all’entrata nord di Ladispoli. Come ogni teatro che si rispetti ha una torre scenica di grandi dimensioni, atta ad ospitare le macchine sceniche e le luci per il palco. Dalla sua sommità si può ammirare un panorama unico che abbraccia l’intera città di Ladispoli fino al mare.
I lavori procedono rapidamente, anche più del previsto, e per ottobre potrebbe essere terminata la struttura esterna. L’auditorium ospiterà quasi 400 persone. Come si vede dalle foto sarà dotato di camerini, cabina di regia, spazio per le prove retrostante il palcoscenico, e un atrio di ingresso ampio e accogliente. Che però non sarà definitivo, in quanto è previsto un ampliamento dei lavori per le altre quattro campate del vecchio edificio rimaste escluse dai lavori in attesa di futuri ulteriori fondi. In quello spazio ci sarà il vero e proprio foyer, con tanto di atrio per le esposizioni e caffetteria.
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Rimane da riqualificare invece il resto dell’area, un tempo appartenuta al Consorzio agrario. Di tutto il complesso è stata ristrutturata e aperta al pubblico solo l’altra estremità dell’edificio del teatro dove è stato realizzato il Centro di Arte e Cultura. Sono di proprietà comunale anche le due tettoie all’ingresso dell’area, una vasta area verde, che arriva fino al cimitero, e un altro grande edificio, parallelo a quello del teatro, che al momento ospita in parte la Protezione civile. Su questo il comune sta realizzando una Società di Trasformazione Urbana (STU).
Le Stu sono società per azioni miste di scopo, aventi la finalità di progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana e, come tali, rappresentano una forma di partenariato pubblico-privato istituzionalizzato. Questo strumento ha il vantaggio di fornire al privato acquirente tutte le autorizzazioni necessarie per poter avviare la propria attività, senza perdere il suo investimento nei tempi lunghi delle procedure.
L’anno scorso il Comune aveva provato a vendere l’edificio ma senza esito: troppo oneroso considerati i lavori da compiere. Ora con la stu, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno, si cerca di dare un progetto per tutta l’area in modo da attrarre gli investimenti privati.
Uno spazio così grande potrebbe essere appetibile a una grossa multinazionale di fast food che da anni è interessata ad aprire un punto vendita a Ladispoli. Una soluzione che porterebbe sì traffico e afflusso di persone nell’area, ma esulerebbe dal contesto culturale del teatro e del Centro di Arte e Cultura.
