Ladispoli, bullismo a scuola: studentessa insultata da 15 ragazzi mentre veniva ripresa • Terzo Binario News

Ladispoli, bullismo a scuola: studentessa insultata da 15 ragazzi mentre veniva ripresa

Giu 18, 2016 | Cronaca, Ladispoli

agresti_melone“Gentile Preside,oggi mia figlia è stata aggredita fuori scuola da un gruppo di coetanei che frequentano la Corrado “Melone”. Sono ancora sconvolta per l’accaduto. La dinamica rispecchia pienamente quel che comunemente viene definito atto di bullismo. Erano almeno in 15 ad insultarla e si caricavano a vicenda per chi avrebbe dovuto iniziare a picchiarla mentre altri RIPRENDEVANO con il cellulare. Ho sporto denuncia”.

Questa la lettera con la quale la mamma di una studentessa si è rivolta al Preside della Corrado Melone per denunciare un episodio grave di bullismo che sarebbe avvenuto ieri fuori dalla scuola all’uscita dei ragazzi. Su questo episodio il preside ha rassicurato la mamma avviando quindi delle indagini al fine di verificare ed eventualmente punire i protagonisti di questa brutta storia.

In questo periodo, essendo presidente degli esami di Stato in altra scuola, non ho il controllo della “Melone”, ed inoltre per praticamente tutta la giornata di ieri sono stato via da casa e da scuola per gravi problemi familiari. Benissimo ha fatto la Signora Angori a sporgere denuncia. Essendo maggiori di 14 anni questi ragazzi risponderanno delle loro azioni insieme ai propri genitori. Se fossi stato in servizio alla “Melone” avrei accompagnata io stesso la Signora in caserma. Chi si è reso colpevole di questa ignominia non la passerà liscia, anche se, come descrive la mamma di Shanti, questi ragazzi hanno commesso i loro atti fuori dai locali scolastici ed a Scuola chiusa! La mamma mi ha raccontato che Shanti è stata oggetto di insulti anche in precedenza, ma mai negli ambienti scolastici, altrimenti avremmo agito.

La “Melone” è ben nota per la sua rigidezza nel pretendere il rispetto del prossimo e per questo motivo siamo anche stati attaccati da alcuni giornali locali e da alcune forze politiche in quanto saremmo troppo rigidi nel pretendere il rispetto del prossimo (le stesse che, curiosamente, nel passato hanno usato l’olio di ricino ed oggi uccidono deputati in Inghilterra). Ma se i ragazzi imparano dai genitori certe modalità, noi della Scuola possiamo fare ben poco: la Scuola ha il compito di istruire, mentre le famiglie hanno quello di educare! Noi facciamo il massimo. Purtroppo è evidente che non è lo stesso per certi genitori che non sanno nemmeno dove si trovino i propri figli durante le ore di giorno e di notte. Oltretutto, osservando le reazioni di molti genitori, quando in sede di Consiglio di classe sanzioniamo i loro figli, comprendiamo benissimo perché questi ragazzi, abituati ad avere mamma e papà che li difendono ad ogni costo (anche davanti all’evidenza), si comportino in certi modi. Non posso dimenticare quella mamma che, volendo scusare il proprio figlio che aveva fratturato la gamba di un compagno con un calcio, ha accusato il malcapitato di avere le ossa fragili (sic!). Nemmeno posso dimenticare quell’altro signore che, per difendere il dichiarato razzismo della propria figlia (assimilato chissà dove, ma non certo a Scuola) ha aggredito due professoresse della “Melone” che citavano la Costituzione Italiana.

Ho appena avuto i nomi dei ragazzi e delle ragazze che hanno aggredito Shanti, e farò in modo che non superino l’esame di Stato che attualmente stanno affrontando e che, in ogni caso, se ne vadano via dalla “Melone” verso altre Scuole più tolleranti verso il bullismo di quanto siamo noi. Io voglio che la “Melone” sia una Scuola frequentata da ragazzi per bene che non vengano né aggrediti, né, soprattutto, accomunati a questi vigliacchi figli di vigliacchi perché la stragrande maggioranza dei nostri “meloncini” sono ragazzi stupendi, studiosi, che all’uscita sorridono e salutano i loro docenti per riconoscenza e non solo per rispetto. I nostri fiori non sono queste poche orrende bestie figli di bestie che attaccano in branco. La nostra gioventù è migliore di questi vigliacchi figli di vigliacchi.

A questi genitori vigliacchi, che non sanno minimamente svolgere il proprio compito di genitori e forse nemmeno lo sono chiedo di venire immediatamente in segreteria a chiedere il nulla osta per un immediato trasferimento in altre Scuole più tolleranti verso le violenze. Allo stesso modo in cui altri genitori hanno iscritto altrove i propri figli perché nella nostra Scuola si insegna il romeno, è bene che se ne vadano via anche costoro perché la “Melone” non accoglie né vigliacchi, né razzisti.

Ho appena conosciuto i nomi di questi farabutti e procederò anche io a presentare denuncia perché questi asini (senza offesa per quei poveri animali) hanno sporcato il buon nome della “Melone” e di tutti gli altri fantastici ragazzi che la frequentano con onore e bravura e che non è giusto siano accomunati a questi incapaci. Quando ho iniziato a scrivere questo testo non conoscevo ancora i nomi, ma non mi sono sbagliato nel descrivere questi delinquenti, fra loro ci sono proprio quei ragazzi i cui genitori nascondono e si nascondono il proprio insuccesso come padri e come madri e che, per tentare di mostrare il loro amore per i propri figli (amore che non hanno saputo donare restando accanto a loro quando ne avevano bisogno rendendoli le bestie che abbiamo visto), li hanno difesi a spada tratta quando la Scuola li aveva sanzionati per altri atti di mancato rispetto verso il prossimo.

Noi della Scuola, che crediamo e lavoriamo per una società migliore, siamo lasciati soli, anzi siamo attaccati anche dai giornali che cavalcano la facile onda del “buonismo” che produce questi mostri. Qualche giorno fa un ragazzo non è rientrato a casa la notte (è stato ritrovato dai Carabinieri a Roma la mattina dopo) per sfuggire alle botte che avrebbe ricevute a casa quando la scuola avrebbe fatto sapere ai genitori che aveva mostrato ad altri suoi compagni un video pornografico tramite il cellulare. Il risultato è stato che il fratello del padre ha minacciato di “spezzare le gambe” alla docente che aveva segnalato in direzione il fatto ed un giornale ha scritto che le reazioni della Scuola avrebbe potuto produrre una vittima se quel ragazzo avesse fatto qualche sciocchezza.

L’errore di molti è che ci si accorge di avere dei figli solo quando li si è persi.

Porgo a nome di tutti i docenti e del personale scolastico la massima solidarietà a Shanti e credo di poter aggiungere anche la Vostra.

Riccardo Agresti