“A quasi tre anni dall’avvio dell’indagine, la vicenda giudiziaria relativa al piano integrato piazza Grande, giunge a termine. In seguito all’accoglimento – da parte del GIP incaricato – della proposta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore, Dott. Gentile, la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha chiuso la questione in cui ero coinvolto.
In questi anni, sul piano delle illazioni e (purtroppo) anche della cronaca, intorno alla mia persona ne sono state dette tante. Dall’incompatibilità degli incarichi (per cui mi è stato spesso chiesto di fare un passo indietro in barba a quel garantismo di cui ci si riempie tanto la bocca in questi giorni) fino alla sede della società presso il mio studio, tutto attraverso una radiografia approfondita della mia vita, senza risparmiare nulla. Infatti, quel che più mi ha colpito di questa vicenda, è stato l’attacco gratuito e costante alla mia figura; il tentativo d’infangarmi professionalmente e come individuo. Il racconto distorto sui fatti e sulle persone, perpetrato da associazioni e movimenti politici che hanno deliberatamente ignorato l’etica dell’umanità, prima ancora che quella dell’equità di giudizio. Tutto questo dentro giorni lunghissimi, a volte infiniti, in cui la vita è andata avanti e che nessuno restituirà a me e alla mia famiglia, che ringrazio pubblicamente per la vicinanza, il sostegno e la pazienza con cui hanno saputo sostenere questo assalto continuo. La gogna a cui sono stato sottoposto e che li ha ingiustamente toccati.
Nei prossimi giorni, fascicolo alla mano, valuterò con il mio legale -Avv. Celestino Gnazi – l’esistenza di presupposti per avviare un’azione legale verso chi, con il solo scopo di ledere la mia immagine pubblica e professionale per trarne (forse) un beneficio di visibilità politica, mi ha diffamato ed insultato gratuitamente.
Ringrazio la Magistratura, verso cui nutro grandissima fiducia e senso di rispetto e gratitudine per il lavoro che svolge quotidianamente.
I tribunali del popolo, allestiti in fretta e furia per sbattere “il mostro” (la mia persona) in prima pagina, restano relegati al malcostume di una sfera pubblica ormai poco capace di ascoltare e creare confronto su argomenti e dati reali ma sempre pronta ad additare e a costruire congetture.
Ringrazio i cittadini che, nonostante tutto questo, mi hanno dato nuovamente fiducia nel giugno scorso. È per Ladispoli che continuerò ad impegnarmi e a lavorare, con ancora più energia di prima”.
Dott. Eugenio Trani
