Consiglio comunale accesso quello di ieri sera che ha visto numerosi punti spinosi da affrontare. Il primo tra questi è stata proprio l’approvazione della discussa tassa sui rifiuti.
L’ammontare complessivo dell’imposta, come ampiamente documentato, non aumenterà nel 2017, ma a conti fatti emerge che l’imposta pro capite subirà un leggero ritocco al rialzo a causa della diminuzione della base di metri quadri su cui andrà diviso il tributo.
Nel 2017 infatti l’assenza delle metrature dei camping porterà a far pagare alle utenze domestiche la relativa quota. Restando inalterato il dividendo e diminuendo il divisore, l’assessore al Bilancio Eugenio Trani ha messo in luce questo aspetto tecnico. Ma l’incremento di cui parliamo è di piccola entità, nessuna stangata in vista.
La discussione ha messo in luce di nuovo degli aspetti molto gravi. Si è tornato infatti in maniera bipartisan, maggioranza ed opposizione, a lamentare il fatto che alcune delle prestazioni in capitolato non sarebbero svolte o sarebbero realizzate parzialmente dalla Massimi. Un ritornello che va avanti almeno da due anni che però non ha portato al riconoscimento di alcuna penale nei confronti della ditta appaltante. Al contempo l’amministrazione continua ad aumentare i servizi affidati facendo lievitare il valore dell’appalto. E’ ormai evidente ai cittadini che l’amministrazione da due anni persegue la politica di rinvestire tutto il risparmio in nuovi servizi. I cittadini differenziano, la Massimi incassa sia sulla vendita del rifiuto differenziato che in nuovi servizi aggiunti con il risparmio.
L’altro aspetto controverso è il ribadire candidamente che per assenza di personale non si svolge un’attività di controllo sull’operato della Massimi. Senza quindi un dovuto controllo non vi è nemmeno la certezza che tutto venga svolto efficientemente.
La discussione in aula è stata molto accesa. Fortemente critici sul servizio i consiglieri Grando, Penge, Crimaldi e Cagiola. Quest’ultimo però si sarebbe limitato ad entrare nel merito dello svolgimento del servizio seppur approvando il rendiconto insieme all’amministrazione.
Il consigliere Grando ha ribadito quanto emerso nei giorni scorsi. L’ammontare della Tari calcolato dagli uffici era di 8,6 milioni di euro. Seicentomila euro superiore al 2016. Sarebbero state poi le decisioni politiche di sforbiciamento di alcune poste in ballo a riportare i conti ai livelli del 2016. Artifici, secondo Grando, che avrebbero il solo obiettivo di evitare una questione politica a ridosso delle elezioni. Sarebbe stato infatti imperdonabile far crescere la tassa sui rifiuti del 7% a due mesi dal voto. A confermare quanto detto da Grando è stato il consigliere comunale di maggioranza Gianni Crimaldi, presidente della commissione igiene urbana. Crimaldi è entrato ancora più nel merito della questione, mettendo in evidenza che nella relazione vi sarebbero delle discrepanze sui numeri di compostiere, le quali porterebbero sgravi ai cittadini. In parti diverse della relazione il numero di compostiere varierebbe da 500 circa a oltre 700. Crimaldi ha inoltre rimarcato che abbassare i costi della tassa rifiuti è possibile, ma non è mai stato svolto un lavoro insieme alla commissione. I numeri e le cifre delle imposte, insieme alle decisioni dell’amministrazione, sono arrivati ai membri della commissione solo qualche ora prima del passaggio in consiglio. Non vi è stata quindi alcuna discussione sui possibili interventi migliorativi. Critico anche Stefano Penge, secondo cui l’amministrazione ha disatteso per l’ennesima volta la promessa di riportare il tributo ai livelli iniziali, dopo il vertiginoso aumento del 2014.
Emanuele Cagiola si è invece soffermato sul tema dello spazzamento delle strade, che sarebbe svolto in maniera del tutto inefficiente, cosa più volte appuntata al sindaco ed agli uffici, al punto da “passare per rompiscatole”. Secondo Cagiola lo spazzamento a giorni alterni del lato destro e sinistro delle strade porta queste a restare sempre sporche. Se si pulisce il lato sinistro della strada nell’arco della giornata la sporcizia che resta nel lato destro si trasferisce in parte su quello pulito con il risultato che la strada “resta una pattumiera”.
Inefficienze ammesse dalla stessa maggioranza, che ha ribadito la necessità di efficientare il servizio, mantra che però si ripete ormai da oltre due anni, e a cui non segue alcuna azione concreta. Si è accennato alla tariffa puntuale e ad altri miglioramenti, fatto sta che l’imposta è passata senza alcuna variazione sia nel regolamento che nell’importo. Spetterà ora alla nuova amministrazione prendere in mano una situazione che è emersa anche ieri in consiglio fuori controllo.
Per la maggioranza, la linea di difesa è stata quella del paragone con altre realtà a nord di Roma. Si è passati addirittura a richiamare le cause ambientalistiche mondiali, anche se il problema ladispolano è di tutt’altra natura. Il confronto, quello tra comuni, difficilmente sostenibile considerando che nell’ammontare della Tari subentrano molti fattori oltre al numero di abitanti, come la vocazione del territorio, la dimensione in chilometri quadrati, la morfologia.
La discussione si è chiusa con il voto contrario sia sul rendiconto che sulle tariffe di Alessandro Grando e l’astensione di Giovanni Crimaldi.
