Il 24 aprile tutto l’impianto urbanistico tessuto da Grando nei suoi cinque anni di amministrazione ha subìto un colpo che dà ragione a coloro che hanno avanzato rimostranze sulla procedura di approvazione negli due anni.
Sicuramente si assisterà a qualche piagnisteo ed il fatto che l’avvertimento regionale sia caduto sotto campagna elettorale è da addebitarsi unicamente a chi ha gestito queste operazioni senza calcolare bene i tempi.
Il riferimento è alla Determinazione G04853 dell’Area Autorizzazioni VAS del 24 Aprile 2022, trasmessa al Comune di Ladispoli dalla Regione Lazio in risposta al quesito sulla assoggettabilità a VAS per il progetto dei centri commerciali al km 38, voluti dall’amministrazione Grando nonostante molte proteste e palesi criticità.
La frase che dà ragione a chi, in questi anni ha presentato osservazioni e protestato contro la gestione Grando sulle Vas è la seguente: “che il Piano in oggetto sia da assoggettare alla Valutazione Ambientale Strategica di cui agli artt. da 13 a 18 del D.Lgs. n.152/2006, da ricondurre nell’ambito della procedura di VAS sulla Variante Generale al P.R.G. avviata dall’Autorità Procedente con nota prot. n.51709/2021 dell’11/11/2021” ed è contenuta nell’allegato alla Determinazione in oggetto.
Per cui finisce l’epoca dei progetti a macchia di leopardo, e ad personam, e nasce una nuova era fatta di programmazione e scelte condivise con i cittadini, e questo grazie alla Regione e non certo all’amministrazione Grando che, pure, era stata ben avvisata dai cittadini sia con le osservazioni che con le manifestazioni pubbliche.
Questa Determinazione offre una opportunità ai cittadini di Ladispoli che vogliono farla finita con l’Urbanistica espansiva degli ultimi anni e scegliere una nuova visione della città.
Mette a nudo i piani approvati da manine acritiche ed ossequiose che si alzano in Consiglio Comunale senza mai chiedersi cosa stia accedendo del proprio territorio come accaduto in questi ultimi cinque anni. La Regione ha chiaramente scritto che bisogna procedere con la VAS generale che accompagnerà la variante di P.R.G. La questione non è banale perché la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) è un documento che dovrà presentare alla Regione un quadro organico dell’assetto territoriale di Ladispoli, dovrà essere pubblicato e recepire le osservazioni dei cittadini che saranno considerate dalla Regione. Andrà presentata preliminarmente una visione urbanistica complessiva dello sviluppo di Ladispoli, e la Regione dovrà poi dare chiare indicazioni recepite da tutti gli enti preposti, Ambiente, Beni Culturali, Acque e via dicendo. Il Comune dovrà poi tenere conto del documento e redigere la vera e propria VAS sulla quale raccogliere le istanze dei cittadini e tornare in Regione per la sua vera eventuale approvazione. Un duro colpo per chi, fino ad oggi, ha gestito la cosa negli uffici tecnici, con incursioni di parenti vari, e gestito un Consiglio Comunale in modo decisamente padronale. Un esempio per tutti è aver imposto i centri commerciali su un’area che è destinata dal Piano Regolatore sovracomunale a Terreno Agricolo Tutelato, un bacino importante per il carciofo visto che se ne vuole parlare come valore per Ladispoli. Una nuova era è finalmente possibile. Un’era nuova guidata dalla programmazione e da scelte dei cittadini che dovranno essere coinvolti. Ora bisogna vigilare affinché la procedura richiesta dalla Regione Lazio sia applicata in modo preciso e rispettata nella sua interpretazione autentica. Tutto questo è sicuramente una sconfitta del metodo Grando usato fino ad oggi, figlio anche di aver ostinatamente mantenuto a sé il ruolo di Assessore all’urbanistica senza avere competenze o esperienza specifica. Ma ciò è soprattutto il risultato di non aver voluto ascoltare i cittadini ed il territorio mortificando il metodo partecipativo. E non è certo gettare fango chiedere conto di quanti soldi il sindaco abbia sprecato in consulenze e ore di lavoro degli uffici per arrivare al punto che cittadini ed associazioni avevano già rappresentato, ovvero che senza la VAS generale si mortificano i cittadini e l’urbanistica ed in più si adottano piani annullabili, tutto questo mentre l’ambiente e gli spazi sociali languiscono. Sta ai cittadini giudicare se tanta disattenzione alle normative possa oggi essere soddisfatta da chi le ha così brutalmente disattese.
