Il CONI del litorale nord augura un buon inizio dell'anno scolastico 2013-2014 • Terzo Binario News

Il CONI del litorale nord augura un buon inizio dell’anno scolastico 2013-2014

Set 17, 2013 | Civitavecchia

coniLo Staff del CONI quadrante Litorale Nord comprensivo dei Comuni di Allumiere, Cervteri, Civitavecchia, Ladispoli, Santa Marinella e Tolfa, in questi giorni di ritorno nelle aule scolastiche non vuole far mancare il nostro saluto e i nostri auguri di buon anno scolastico a tutti gli studenti civitavecchiesi che tornano a “ faticare” sui libri.

Un anno colmo di successi scolastici e, visto che siamo un’Istituzione che si occupa di sport, anche di successi sportivi per tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, a costo di sacrifici, dividono la loro giornata tra studio e sport.

E proprio dal nostro particolare punto di osservazione non possiamo non ignorare  il grande sforzo e sacrificio che lo studente-atleta è chiamato ad affrontare, dando il meglio di sé, facendo ricorso a tutte le sue capacità psico-intellettive e fisiche.

Il nostro  augurio di buon e proficuo lavoro si estende anche a tutti  i docenti che hanno il delicato compito di accompagnare, guidare ed assistere  gli studenti, permettendoci di ricordare loro che la classe non è un gruppo impegnato in una gara dove si premia il vincitore, bensì un’unità che deve essere guidata armonicamente e far avanzare tutt’assieme.

Non vogliamo infine dimenticare tutto quel personale al quale è demandato  l’importante compito di far funzionare la scuola intesa come istituto.

Detto questo vorremmo approfittare proprio di questo inizio per affrontare un tema che ci sta particolarmente a cuore e che dovrebbe trovare nella scuola il principale interlocutore: lo sport nella scuola.

Argomento questo che, al pari di una vetta da conquistare, lo si può affrontare da diversi “versanti”, tutti disseminati da vari ostacoli.

Noi riteniamo che, preliminarmente, per cercare di rendere sempre più positivo il confronto sport-scuola sia necessario liberarci una volta per tutte, dall’idea che lo sport sia complementare alla scuola “perché non è cultura”.

Spesso, purtroppo, capita di vedere che lo sport non trovi lo spazio che merita, o perlomeno lo trovi a fatica, proprio perché vittima del più grossolano e qualunquistico concetto che lo vuole attività non culturale.

Vediamo.

Il termine cultura deriva dal verbo latino COLERE che vuol dire coltivare; e non è proprio questo uno dei compiti principali, se non il principale, dello sport, coltivare nei giovani l’attitudine  a sani principi?

E’ vero che il senso comune ha una concezione  della cultura come luogo privilegiato dei “saperi”, ma tra questi  “saperi” l’influenza esercitata dalla cultura è anche su fenomeni di costume  (società, modelli).

Resta quindi il fatto che un avvenimento di sport non è avulso dal tessuto sociale in cui opera ed  i protagonisti il più delle volte diventano modelli da imitare.

Lo sport educa alla cura di sé, del corpo, della mente, della volontà.

Offre la possibilità di conoscere gli altri, educa alla sfida ed al confronto, al rispetto delle regole, sia attraverso la competizione vera e propria (agonismo) sia attraverso il dialogo con gli altri atleti ed addetti ai lavori (tavole rotonde, convegni, assemble). Non ultima sorge la necessità, vista l’apertura dei mercati agli atleti stranieri e la globalizzazione di certi sport, una volta considerati “caserecci” (es. il ciclimo), di apprendere, per gli addetti ai lavori, nuove lingue e nuovi modi di vivere.

E’ chiaro che se ci fermiamo agli  episodi di malcostume, ai quali ci capita di assistere,  siamo ben lontani da ogni concetto non solo di cultura e sport ma anche di civiltà. Ma sono proprio i comportamenti incivili che devono spingere tutti, istituzioni, società, atleti, dirigenti a fare non uno ma cento passi in avanti, a compiere e far compiere ai tifosi  quel salto di qualità che poi si traduce in avanzamento culturale.

Il rapporto tra sport e cultura certo non si esaurisce in poche parole, ma necessita di  spazi più ampi, magari con l’intervento di esperti.

Per tornare al discorso iniziale, da parte nostra vorremmo dire che la scuola  e le società sportive degne di questo nome hanno sia il compito che il dovere di migliorare e ampliare l’offerta formativa dell’attività motorio-sportiva; tanto per cominciare basterebbe che non si ripetessero più situazioni in cui gli studenti sono stati costretti a comprare buoni  testi di educazione fisica, che poi non sono mai stati fatti usare dal professore di turno.

E’ necessario, praticamente, mettere in atto una vera e propria alfabetizzazione del  fenomeno sportivo.

Indubbiamente per la scuola, strutturata così com’è oggi,  affrontare, come si diceva  all’inizio, la scalata da questo versante rappresenta una difficile scommessa, anche perché, diciamolo francamente, esistono pregiudizi consolidati da parte degli operatori sportivi che dello sport hanno ancora un significato monovalente: la vittoria come unico obiettivo.

In conclusione il modo migliore per salutare tutti gli studenti è invitare loro  a ricordare che non c’è sport senza cultura e non c’è cultura senza sport.