Il Comitato Montebello scrive a Draghi: "Un ufficio della Prefettura non applica la Legge 120" - Terzo Binario News

“Signor Presidente del Consiglio, scrive il Direttivo del Comitato di quartiere Montebello (Bracciano), responsabile giuridico della presente lettera, cui s’associano Cittadini d’ogni credo politico, stufi delle Burocrazie, che finiscono col provocare la sconfitta dello Stato, il trionfo delle illegalità e persino il fallimento del nostro aggancio all’Europa del “Recovery Fund”.

Dati i tempi bui, noi ammiriamo lo stile fermo e disciplinato con cui Ella, seguendo l’Alto Magistero del Capo dello Stato, si vaccinò, “mischiandosi” col Popolo, senza prevaricarlo, o farsene prevaricare, fuori dai populismi demagogici di moda. Abbiamo poi ammirato il ritorno al “lei-ella”, come anche il sobrio look con giacca e cravatta. Si restituisce alle Istituzioni una dignità formale e sostanziale. Grazie.
Ci rivolgiamo ad Ella, come ultima istanza, per un problema all’apparenza locale, ma che investe la “resilienza” burocratica alle norme su semplificazione-accelerazione delle procedure, che, insieme ad altri danni, può comprometterci persino l’accesso al “Recovery Fund”. A temerlo son due Uomini delle Istituzioni nella Regione Lazio: il pres. Comm. Urbanistica Marco Cacciatore e il vice-pres. Assemblea Devid Porrello, con l’interrogazione 4706.1 del 16-3-2021 al Presidente dell’Assemblea.

I fatti – Un ufficio della Prefettura di Roma, massimo organo del Governo sul territorio, si rifiuta di combattere l’abusivismo edilizio, delegatole dalle legge 120 sulle semplificazioni-accelerazioni; e combatte invece le decisioni legali degli organi Anti-abusivismo. Lo fa, trincerandosi dietro un’anonima circolare “interpretativa” Mininterno del 6 febbraio, che gli Interroganti definiscono “fantasiosa”, perché “priva di protocollo e ufficio”. E aggiungono: la circolare, “invece d’interpretarla, crea ex abrupto una nuova legge, abolisce la vigente, bacchetta la Regione per la nomina del Commissario ad acta, irride alle delibere Tar contrarie alle sospensive, rende addirittura inutile l’esistenza delle sospensive nel diritto amministrativo”. Non basta. Si “stravolge alla radice l’assetto giuridico (della) Legge Conte sulle semplificazioni”, rinviando “di fatto le demolizioni dei manufatti abusivi (alle) sentenze in giudicato, cioè alle calende greche (una tesi, questa, risibile, immaginosa e inesistente nel testo, la cui ratio, su input UE, (è) opposta: sbloccare le procedure, non bloccarle ulteriormente)”. Con un unico esito: “parte della Burocrazia vorrebbe bloccare con pretesti vari (l’operatività della legge 120), impedendo il nostro aggancio all’Europa del Recovery Fund”… Meglio non si potrebbe dire…

Antefatto

1) – La lottizzazione Montebello di Bracciano, a firma archistar Portoghesi (vedi libri d’arte e Beaubourg di Parigi), doveva trainarci il turismo cultural-convegnista, il più remunerativo e rispettoso dei luoghi, ben diverso dalle saghe strapaesane, tipiche dei posti privi di bellezze architettoniche e naturali. Qui ci son da tutelare il Castello rinascimentale, il Lago che fu degli Etruschi, il Centro storico. Quella che doveva essere un’opera d’arte versa invece in un deplorevole abbandono, per le mancate urbanizzazioni e per gli abusivismi, che in 35 anni, multi-partizan, han visto il Comune, tranne brevi lampi, intollerabilmente inerte e succubo, alla mercé, per motivi ignoti, dei bei profitti dell’ex-Lottizzatore (e succedanei).

2) – Questo è uno dei rari casi in cui legge, giurisprudenza e dottrina son d’accordo: gli abusivismi van demoliti immediatamente, per tutelare l’autorità dello Stato; a meno che non ci sia una sospensiva Tar, o un ricorso contro il suo diniego (cfr. Consulta 345/1991, legge 241/1999, Dpr 380/2001, CdS 2565/2013, Tar Sicilia 1929/2019, Cassazione 844/2020, Antonial, Confisca edilizia, pgg. 232 e segg.).

3) – Per mancanza di “fumus boni juris”, qui la Magistratura respinse le sospensive, entrando di fatto nel merito; né contro i dinieghi ci fu un ricorso; in tali casi la legge nega all’Abusivo i “ristori”, persin se poi (ipotesi remota!) vincesse nel merito.

4) – Forte di ciò (e in un quadro decisionale unitario), il 28-5-2019 il presidente della Giunta della Regione Lazio, on. Nicola Zingaretti, firma il decreto T00136, che nomina il commissario regionale ad acta anti-abusi, nella persona dell’arch. Enzo Paniccia, su relazione tecnica della Burocrazia (firmatari: arch. Manuela Manetti, Direttore Urbanistica, dr. Pierluigi Gazzani, Direttore area Legale, dr. Gian Marco Marcelli, responsabile monitoraggio abusivismi, relatore). Il rapporto l’aveva fatto proprio l’assessore all’Urbanistica, on. Massimiliano Valeriani, anche su input dei consiglieri (allora) all’opposizione Cacciatore-Porrello, del difensore civico regionale avv. Alessandro Licheri e del Comitato di quartiere Montebello, assistito da Studi Legali Riuniti di Roma.

5) – Il Commissario, confermati gli abusi, in un quadro legislativo d’immediata demolizione, chiede al Sindaco se voglia acquisire i manufatti abusivi al patrimonio pubblico, con una delibera di Consiglio che ne indichi l’uso, unica alternativa legale alle demolizioni (un ristorante di 1.016 mq, una piscina, 5 gazebo, uno spogliatoio). Il Sindaco, invece di ringraziare per il cadeau, che ridurrebbe il forte deficit comunale, caccia gli artigli mai visti prima contro l’abusivismo; e, col denaro pubblico, muove causa alla Regione, “rea” di fargli quel dono. Il motivo? Ci sono alcuni ricorsi. Ma noi abbiamo già visto che i ricorsi non bloccano le demolizioni, a meno che non ci siano sospensive, o ricorsi contro i dinieghi. Nel caso de quo non ci sono né le une, né gli altri. E perciò l’Abusivista non ha neanche diritto a eventuali “ristori”.

6) – Tar-Lazio, II sez. quater presidente dr. Pietro Morabito, relatrice dr.ssa Floriana Rizzetto, consigliera dr.ssa Roberta Cicchese, seduta del 7–9-2020. Il Collegio, con ordinanza 5539, boccia al Sindaco, con parole dure, il petitum (sospensiva della nomina del Commissario), né il Sindaco fa ricorso contro il diniego.

7) – Il Commissario chiede al Sindaco di procedere agli appalti per le demolizioni. Benché bastonato dal Tar, egli si defila. E allora il Commissario, a norma della legge 120 su semplificazioni-accelerazioni burocratiche, si rivolge alla Prefettura di Roma, che, con l’ausilio del Genio Militare, può superare l’empasse degli appalti.

8) – L’ufficio della Prefettura che tratta la pratica il l6 gennaio fa una prima riunione con Comune, Regione e Commissario; malgrado l’opposizione del Comune, si decide l’uso del Genio Militare, che il 2 febbraio fa un primo sopralluogo e una stima-costi.

9) – Il 9 febbraio nuova riunione e inesplicabile dietrofront: quell’ufficio della Prefettura si rimangia tutto, accogliendo la tesi dilatoria del Sindaco (“il 20 aprile c’è una sentenza Tar”); ci si dimentica che, proprio sui contenziosi, il Tar ha già dato brutalmente torto al Sindaco. In definitiva: Prefettura contro Tar, Regione, Difensore Civico, Studi Legali del Comitato Montebello. Ai numerosi Attori della querelle, Giudici compresi, la Prefettura dà del “somaro in diritto amministrativo”.

10) – L’indomani, sulla stampa, il Sindaco elogia la Prefettura e insulta la Regione, mentre il Comitato Montebello denuncia “l’illegittimo stop alle demolizioni”, dettato “da motivi elettoralistici” (il Sindaco si ripresenta per il bis); e informa che il 20 aprile non ci sarà alcuna sentenza, ma una delle tante udienze in 12 anni (già spostata, peraltro, al 18 maggio), con sentenza in mente Dei. Il 25 febbraio il Commissario chiede alla Prefettura di stoppare lo stop: per legge (scrive) le demolizioni van fatte immediatamente e non c’è tema di “ristori”. Ma il 5 marzo quell’ufficio di Prefettura gli rigetta il petitum, trincerandosi dietro la suddetta circolare 6 febbraio. Il 16 marzo, infine, l’esplosiva interrogazione regionale Cacciatore-Porrello.

Epilogo: lo Stato esce sconfitto e risorge l’abusivismo

Che aggiungere? Lo Stato esce di nuovo sconfitto. E noi, a Montebello, ne vediamo già gli effetti devastanti. Bloccato il Genio Militare, che tante speranze aveva suscitato in chi è rispettoso delle leggi, ha ripreso baldanza l’abusivismo. Un Tizio s’è impadronito d’un pezzo di suolo pubblico, che alcuni Volontari, col loro impegno, avevano bonificato, trasformandolo in un posteggio familiare, con relativa strada d’accesso. I Vigili gli hanno abbaiato così flebilmente che lui non se l’è filati e imperversa tuttora indisturbato su verde pubblico, che il PdL e il Prg destinano a parco-giochi per Bimbi. Del rapporto dei Vigili non si sa più nulla… E’ così che possiamo agganciarci all’Europa del “Recovery Fund”?…”

Il Presidente del Comitato di quartiere Villaggio Montebello
(Dr. Amedeo Lanucara)

Gen. Feliciano Mancini, vice presidente

Amm. Luigi D’Elia, past president

Dr. Alberto Perra, past president

Sign. Enrico Ricciatti, segretario

Sign. Giorgio Pastori, elemosiniere

Sign.ra Francesca Giansanti, componente Direttivo

Sign.ra Giancarla Bonalumi, componente Direttivo

Pubblicato mercoledì, 7 Aprile 2021 @ 11:21:37     © RIPRODUZIONE RISERVATA