Nasce da un gruppo Facebook di donne con il Cancro al seno la campagna di sensibilizzazione che punta il dito contro un meccanismo che si inceppa al termine della prima fase di cure. Le Guerriere Rosa si chiamano, perché combattono ogni giorno, non solo la battaglia contro il tumore, “ma anche contro iter medici che non sempre le tutelano”.
“Dopo i primi follow up programmati dai poli ospedalieri – raccontano – le malate devono prenotare da sole gli esami da portare agli specialisti, finendo per pagare grosse cifre privatamente a causa delle interminabili liste di attesa della sanità pubblica”.
“Alla revisione della L. 104 e della invalidità civile, la maggior parte di queste donne viene considerata sana, pur dovendo ancora sottoporsi a innumerevoli controlli, pur dovendo prendere per 5/10 anni medicinali con effetti collaterali invalidanti e dovendo convivere con un grosso peggioramento della qualità della vita. A solo un anno dalle cure più invasive e pesanti, che abbiano mai vissuto – continuano – si trovano abbandonate dal sistema sanitario, e dall’opinione comune, che le reputa guarite. Ma le donne in rosa non si arrendono e lanciano una petizione”.
Ecco le loro voci
“Riconoscere i diritti delle donne malate di cancro anche dopo le terapie. Il nostro percorso non è terminato. Il rischio recidiva è altissimo entro i 5 anni, abbiamo bisogno di esami diagnostici, di supporto psicologico, di agevolazioni lavorative, non solo nel primo anno, non solo durante la chemio”.
“Abbiamo creato un gruppo per supportarci tra noi, ma vorremmo che anche l’opinione pubblica e le istituzioni si rendessero conto delle nostre problematiche”.
Trovate la petizione sul sito change.org
