“La nuova ondata di contagi da covid-19 che sta investendo tutta l’Europa è arrivata anche in Italia. Ladispoli detiene il triste record di oltre 200 casi attivi, il dato più elevato dell’intero litorale nord. Ciononostante le tanto attese misure di contenimento, sia a livello nazionale che cittadino, arrivano tardivamente e mancando i veri obiettivi.
Ci riferiamo in particolare alla nuova riduzione di posti disponibili nell’aula studio della Biblioteca Comunale. La nostra precedente battaglia mirava proprio a far capire all’amministrazione Grando e alla cittadinanza quanto vitale fosse in momenti di simile crisi mantenere aperti e in assoluta sicurezza presidi di cultura ed equità sociali come le biblioteche pubbliche. Nelle ultime settimane la biblioteca è tornata ad accogliere l’utenza e gli studenti con parametri di sicurezza molto severi e che non trova pari per livello di attenzione in tutta la città. Obbligo di mascherina, misurazione della temperatura, igienizzazione costante e un massimo di due occupanti per ogni tavolo hanno garantito una corretta gestione degli ingressi e un alto grado di prevenzione.
Il già ridotto numero di posti disponibili (28, pari allametà della capienza ordinaria) è stato in questi giorni ulteriormente dimezzato dal sindaco Grando. Ciò, a dire dell’amministrazione, in osservanza dell’ultimo DPCM emanato dal governo, sebbene il decreto stesso non faccia riferimento esplicito né mirato (come fu invece ad aprile) alla chiusura delle biblioteche o ad
ulteriori restrizioni per le stesse. Il totale di posti disponibili è ora dunque di 14 posti. Quattordici.
Quattordici posti su una città che conta oltre quarantamila abitanti. Il motivo di tali e ulteriori restrizioni ci resta dunque ignoto, dal momento che non si è registrato alcun caso di positività tra gli utenti. Immediata è stata la nostra richiesta di tempestivo confronto in videoconferenza con l’amministrazione che, confermando gli atteggiamenti manifestati dal sindaco Grando a settembre, non ha ancora risposto. Se da un lato siamo i primi a convenire che la sicurezza e la salute dei cittadini sia prioritaria rispetto ad ogni altra cosa, dall’altro non capiamo come 28 persone distanti ben oltre il metro di distanza in un ambiente costantemente sanificato possano rappresentare un rischio mentre altri tipi di scenari a rischio non hanno
subito alcuna ulteriore restrizione. Affidiamo la riflessione su questi dubbi ai cittadini di Ladispoli, in attesa che le istituzioni diano segni di vita al riguardo.
Ancora una volta sentiamo che le nostre opinioni non rappresentano che un fastidio per certi decisori, ma possiamo assicurare che la comunità studentesca di Ladispoli, come ha già fatto, esige risposte, confronti e dialoghi realmente inclusivi. Come già in precedenza, rinnoviamo, stavolta pubblicamente, l’invito al primo cittadino Alessandro Grando perché incontri virtualmente gli studenti della sua città.
Ancora una volta, ignorati ma non ignoranti.
Studenti di Ladispoli
