Giunta Marino al via: metà donne e metà tecnici • Terzo Binario News

Giunta Marino al via: metà donne e metà tecnici

Giu 26, 2013 | Roma

ignazio-marinoDopo giorni di indecisioni, attese e proposte inaspettate la giunta di Ignazio Marino è pronta. Una squadra di governo con sei donne e sei uomini, sei politici e sei tecnici.

A sbloccare la trattativa il sì di Marta Leonori, che lascerà il suo posto da deputata a Marco di Stefano (area Letta). La decisione è arrivata dopo il no di Lorenza Bonaccorsi e dopo l’esclusione dei pentastellati nella formazione della giunta. Anche se non sono mancati colpi di scena fino all’ultimo quando è saltata la nomina di Tommaso Antonucci al Bilancio, delega che è andata poi al magistrato Daniela Morgante.

Questa la squadra di governo: dall’area Pd i consiglieri Estella Marino ad Ambiente e Rifiuti, Paolo Masini a Lavori Pubblici e Periferie; Daniele Ozzimo a Politiche abitative e Decoro urbano, Marta Leonori a Turismo, Commercio e Attività Produttive. Per la Lista Civica entrerà Alessandra Cattoi, fedelissima del sindaco e sua storica collaboratrice, delega alla Scuola.

A Sel, il posto da vicesindaco a Luigi Nieri con delega al Patrimonio. Il docente di RomaTre Giovanni Caudo all’Urbanistica, Flavia Barca alla Cultura, Rita Cutini alle Politiche Sociali, Luca Pancalli agli Stili di Vita, l’ex sottosegretario allo Sviluppo Economico Guido Improta ai Trasporti. Mirko Coratti, destinato alla presidenza dell’aula

Settimane difficili quelle trascorse, per Marino, le cui decisioni non sempre sono state gradite dai leader nazionali di Pd e Sel, che lo hanno accusato di non capire l’effetto generato dalle sue scelte locali in ambito di politica nazionale. Proprio l’apertura ai Cinque Stelle aveva causato malumori: il segretario del Pd Guglielmo Epifani sembra fosse assai contrariato per non essere stato messo al corrente della proposta del neo-sindaco. Anche dal Pdl sonoa rrivate accuse di voler creare nel contesto romano un’alternativa al governo di larghe intese.

Per ora, pare, i rapporti tra Marino e il direttivo del suo partito sembrano essere tornati alla stabilità