Fatture false al porto di Civitavecchia: indagati Scolamacchia e Gazzano • Terzo Binario News

Fatture false al porto di Civitavecchia: indagati Scolamacchia e Gazzano

Dic 4, 2019 | Civitavecchia, Cronaca, Porto

Falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e peculato. Sono le accuse contestate dalla Procura della Repubblica a Massimo Scolamacchia e Stefano Gazzano, rispettivamente dirigente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia in veste di responsabile unico del procedimento, e amministratore unico della società Port Authority Security srl.

Secondo il pubblico ministero Roberto Savelli, Gazzano avrebbe autorizzato la presentazione all’Autorità Portuale di fatture che vanno da 72mila euro ai 381mila euro, »aventi ad oggetto quale costo del servizio di sicurezza nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta – si legge nel decreto di conclusione indagini – anche il servizio mai svolto dall’organo interno ‘di supporto e verifica per la vigilanza sui controlli alle merci e ai passeggeri destinati al traffico nazionale e internazionale nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta« di cifre quasi sempre sui 50mila euro. Scolamacchia, secondo le accuse, »attestava falsamente la regolare esecuzione del servizio citato, così autorizzando il pagamento dell’importo«.

Diciotto le fatture su presunti costi di servizio autorizzate e sotto la lente degli inquirenti, altrettanti i pagamenti concessi per servizi falsamente attestati come eseguiti da giugno 2016 a febbraio 2018. Indagato insieme ai due, con l’accusa di peculato, anche Fedele Nitrella, all’epoca dei fatti direttore tecnico/responsabile generale dell’organo interno di supporto e verifica per la vigilanza sui controlli alle merci e ai passeggeri destinati al traffico nazionale e internazionale nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta della società Port Authority Security srl. Nella fattispecie, come scrive il pm, Gazzano autorizzava la presentazione all’Autorità Portuale di fatture da centinaia di migliaia di euro per servizi mai svolti, Scolamacchia emetteva a favore della Pas il verbale di regolare esecuzione del servizio di fornitura dei servizi di sicurezza nei porti »comprensivo dell’inesistente servizio specificato«, appropriandosi della somma »di cui autorizzava il pagamento all’organo interno di supporto e verifica«; Nitrella, direttore dell’organo interno alla Pas, a sua volta »riceveva indebitamente la menzionata somma per un servizio mai prestato«.

Al dirigente Massimo Scolamacchia è contestata anche l’accusa di intralcio alla giustizia perchè – scrive il pm Roberto Savelli – »perché al fine di indurre Giandomenico Perticarà (dirigente della Pas, Port Authority Security, ndr) , sentito come persona informata sui fatti, a modificare quanto riferito alla Polizia, lo minacciava con espressioni del tipo ‘Ti chiamo in correità con me e così non puoi neanche più testimoniare, distruggerò la tua credibilità e troverò gli impicci che hai fatto o in caso inventeremo qualcosa, qui ci saranno morti e feriti, pensa bene a quello che fai, ti conviene«, questo il 6 marzo 2019.