Disturbi digestivi e disturbi cervicali: esiste una correlazione? - Terzo Binario News

Esiste un legame tra la digestione e il dolore cervicale? Se sì, di cosa si tratta e come può aiutarci a combattere questi disturbi?

Tra specialisti, studiosi e medici, ancora non è del tutto chiara la natura del legame tra disturbi cervicali e disturbi della digestione. Ma una cosa è certa: la correlazione, seppur sottile, esiste. Sembra sempre assurdo e inverosimile a chi non è del settore: perché mai dovrebbe esistere un legame tra due tipologie di dolore tanto diverse, in zone così lontane del nostro corpo e oltretutto collegate ad azioni, movimenti e comportamenti tanto diversi? Eppure disturbi cervicali e digestivi sono tra loro tanto diversi quanto connessi: una spiegazione c’è ed è tutta da approfondire. Nel frattempo, però, vi lasciamo anche qualche consiglio per attenuare i sintomi che derivano dall’uno e dall’altro malessere. 

La correlazione tra cervicale e cattiva digestione deriva da alcuni studi empirici che hanno dimostrato come il 60% dei soggetti che soffrono di dolore cervicale riferisca di aver sofferto anche, contemporaneamente, di problemi digestivi, ovvero di acidità di stomaco, di bruciore gastrico, di reflusso gastroesofageo, nausea dopo o prima dei pasti, gonfiore, flatulenza o semplice pesantezza. Difficilmente questa correlazione può essere attribuita a una coincidenza: i numeri non mentono mai. E così si è arrivato a ipotizzare che siano proprio i disturbi digestivi a causare i dolori cervicali, anche se esistono casi in cui sembra che il meccanismo funzioni proprio al contrario (dal dolore cervicale derivano alcune difficoltà digestive). 

Nel primo caso, ovvero quando la cattiva digestione è causa di eventuali dolori cervicali, le cause di entrambi vanno ricercate in cattive abitudini alimentari o a disturbi dell’alimentazione. Come sappiamo, gran parte dei sintomi da reflusso gastroesofageo e da acidità gastrica è provocato da consuetudini scorrette, come quella di consumare pasti ad alto contenuto calorico, ricchi di grassi saturi di origine animale, oppure come quella di addormentarsi subito dopo la fine di un pasto o di perseverare in uno stile di vita troppo sedentario. Alcuni di questi comportamenti possono influire negativamente anche sul dolore cervicale. Ma spesso è un’altra la causa scatenante dei disturbi digestivi, ovvero l’intolleranza a un determinato elemento, come il lattosio, il glutine, ecc. Eliminando dalla dieta tale elemento, si è notato un miglioramento anche del dolore cervicale: come è possibile? 

La causa di questo strano comportamento è da associare, il più delle volte, al nervo vago, una parte anatomica composta da due nervi localizzati alla base del cranio, che scendono lungo il busto in direzione dei vari organi, tra cui quelli addetti alla digestione. Se stomaco e intestino sono infiammati, irritati o eccessivamente pieni di succhi acidi, il nervo vago informa il cervello di tale situazione, e contemporaneamente si irrita anch’esso, provocando fastidio o vero e proprio dolore all’altezza del collo o della base della testa. Ecco servito un fastidio del tutto assimilabile con il dolore cervicale.

Cosa succede invece nel secondo caso che abbiamo elencato, quello in cui, al contrario, è a partire dal dolore cervicale che si manifestano disturbi digestivi? Questo caso, infatti, sembra ancora meno spiegabile razionalmente. Invece una spiegazione scientifica esiste. Pare infatti che alcune tensioni muscolari tipiche dell’area cervicale possano riflettersi su masse muscolari collegate allo stomaco, tra cui – ovviamente . anche il diaframma, il muscolo che si trova proprio a ridosso dello stomaco. Non è da escludere che anche il nervo vago abbia responsabilità in questo tipo di collegamento. 

Cosa succede dunque, quando i dolori cervicali innescano i disturbi digestivi? Uno dei sintomi più frequenti è quello della nausea, ma non mancano altre tipiche manifestazioni della cattiva digestione, come gonfiore addominale, tosse e spasmi, respiro pesante e difficoltoso. Quest’ultimi sintomi, connessi all’apparato respiratorio, sono proprio la prova che il diaframma – il più importante muscolo preposto alla respirazione – è implicato in questa delicata connessione.

Cosa fare, dunque, per attenuare questi disturbi?

Da quanto detto finora, si può provare a tracciare alcune prime, parziali conclusioni sui comportamenti da adottare per minimizzare il rischio di sviluppare uno dei due (o entrambi) i disturbi. Un buon punto di partenza può essere considerata la diminuzione della tensione muscolare, raggiungibile attraverso un leggero ma costante esercizio fisico, dello stretching e una respirazione controllata. 

Anche modificare le proprie abitudini alimentari, adottando un regime sano ed equilibrato, povero di grassi e ricco di fibre e sostanze non irritanti per lo stomaco può essere d’aiuto. In questo caso è bene ricordarsi che il cambiamento non si limita a cosa mangiamo, ma anche a quando e a come: per una corretta digestione sarebbe bene consumare pasti leggeri ma più frequenti, in modo da non riempire mai del tutto lo stomaco; sempre masticando lentamente. 

Infine, di grande aiuto sono alcuni esercizi mirati per mobilitare il tratto cervicale della colonna vertebrale, che mirano a ridurre eventuali infiammazioni. Per quest’ultimo consiglio, però, è bene affidarsi al parere di  un esperto, medico o fisioterapista, in modo da inquadrare con esattezza il problema e studiare una serie di esercizi e movimenti specifici per la propria fisionomia e il proprio problema. 

Pubblicato giovedì, 1 Ottobre 2020 @ 18:55:14     © RIPRODUZIONE RISERVATA