Proponiamo l’interessante ricostruzione del Professor Dante Simonetto, che ripercorre le tappe fondamentali di una comunità nata sotto il segno di Leone XII
riceviamo e pubblichiamo:
Il 14 giugno il Comune di Allumiere compie 200 anni. Fu l’ amministratore delle Allumiere, Marchese Vincenzo Calabrini, che esortò il Tesoriere Generale della Camera Apostolica, Mario Mattei, ad intercedere presso il Pontefice Leone XII per l’ istituzione del nuovo municipio di Allumiere. Con il “Rescritto Pontificio” del 14 giugno 1826, datato personalmente da Leone XII, nasceva il Comune di Allumiere. L’ insediamento ufficiale della nuova amministrazione avveniva il 21 dicembre 1827, mentre il primo Consiglio Comunale fu convocato il 10 febbraio dell’ anno successivo. Si accese subito un vivace contenzioso con la comunità di Tolfa, per tracciare i confini delle rispettive proprietà, che si protrasse per molti anni. La divisione del territorio venne fatta in proporzione agli abitanti; Tolfa perse un terzo dei terreni seminativi e pascolativi. Rimaneva il problema della spartizione di possedimenti ad uso collettivo, allora gestiti dalle due Università degli agricoltori e di mosceria a Tolfa. La conclusione della controversia, avvenne con la decisa mediazione del Cardinale Teodolfo Mertel, il 28 maggio 1868, rispettando la separazione proporzionale dei terreni “sino ad ora promiscuamente gestiti”. L’ iniziativa di elevare Le Allumiere a Comune autonomo fu inizialmente giustificata dall’ aumento demografico, da 814 abitanti nel 1801 a 1091 del 1826, e dalla prospettiva “che si vedrà fra poco duplicata e triplicata la popolazione, specialmente poi essendo ora arricchite di nuove fabbriche, presentano convenienti abitazioni per riceverla”. C’erano anche altre motivazioni nei propositi della Reverenda Camera Apostolica (RCA), soprattutto quella di eliminare le spese dai servizi che gravavano sul bilancio delle attività minerarie, allora deficitario per il calo della vendita dell’ allume. Tutte le agevolazioni che la RCA aveva sempre concesso alla popolazione delle Allumiere, riguardanti il culto, la scuola, il medico, il mattatoio, il forno, la spezieria furono tolte alla fine degli anni Cinquanta dell’ Ottocento. Questi provvedimenti costrinsero il Comune ad aumentare le tasse sul bestiame, sui fondi, sul macinato sui pascoli affrancati e così via. La bravura degli amministratori garantì’, comunque, una buona gestione dell’ Ente Comunale. L’ ultima riunione del Consiglio Comunale in epoca pontificia si tenne il 13 luglio 1870, presieduta dal Priore Alessandro Papa. Il primo sindaco di nomina regia fu Silvestro Annibali. Le grandi novità del Primo Dopoguerra furono l’ allargamento del diritto di voto a tutti i cittadini di sesso maschile e la presenza di due liste contrapposte. Il Consiglio Comunale fu sciolto dalle squadre fasciste nel novembre del 1922. Dopo un lungo commissariamento, a capo del Comune fu messo un podestà fino alla caduta del Fascismo. Il 17 maggio 1946 si celebrarono le prime elezioni a suffragio universale con le quali venne eletto il Consiglio Comunale. Nella libertà e nella democrazia iniziava la nuova storia del Comune di Allumiere. Questo anniversario bicentenario potrebbe essere l’ occasione per rivisitare e riflettere sulla vita della nostra comunità con adeguate iniziative, volte a coinvolgere tutta la popolazione di Allumiere e dei centri vicini.
Prof. Dante Simonetto
