“Tavolo di alto livello ,visto i partecipanti: comune ,adsp, Unindustria, federlazio, ,cna, sindacati e assessori regionali. Un tavolo di tutto rispetto ed una iniziativa a mio avviso di grande rilievo.
Dai giornali, o per lapsus calami, o per altre regioni non vedo presenti le associazioni del terziario. Si tratta ovviamente di tavolo industriale, ma in una economia globale, distinzioni del genere sono anacronistiche;
ricordo a tutti che a Civitavecchia, il 70% delle aziende appartengono al terziario, che partecipa in modo preponderante al pil cittadino; e sempre il terziario determina lavoro e occupazione.
Lo sviluppo di Civitavecchia,o meglio del suo territorio, di un sistema territoriale, deve essere rivolto anche al terziario e al turismo. Esiste un vero sistema turistico, variegato, dove sono presenti tutti i segmenti turistici: patrimonio unesco, mare , naturalismo, termale, marino.
Credo che più che centrali a gas, ci sia bisogno di riportare a vocazione turistica, un territorio che ne ha tutte le potenzialità.
Così come sarebbe utile una sinergia tra città e porto.
Civitavecchia per una serie di disgraziate situazioni, e’ una città col porto, non una città porto. Priva di forti sinergie e comuni percorsi di sviluppo, di strumenti integrati di governance tipici di una città porto, ovvero politiche concertate tra istituzioni e forze economiche del territorio.
Se poi si tiene conto che la crisi delle crociere a Civitavecchia sfiora una crisi che si avvicina ad un -91%, credo che ci si renda conto della gravità della situazione.
Ben venga il tavolo al Mise, una iniziativa dalle grandi possibilità di sviluppo, ma perché non allargarlo anche al sistema delle imprese del terziario ,con proposte e iniziative concrete.Zone economiche speciali, sviluppo infrastrutturale, tutela ambientale, sono temi su cui il terziario potrebbe portare un consistente contributo. E sarebbe anche un riconoscimento per un settore determinante in questa città”.
Tullio Nunzi
