Attualmente il 20-25% dei casi confermati in laboratorio mostrano presentazioni cliniche
gravi. Non esistono al momento terapie specifiche e l’unica arma è la quarantena.
Informiamoci su siti certificati e combattiamo le fake news. Questo è quanto è emerso nella conferenza organizzata dal Liceo Galilei di Civitavecchia che ha visto come eccellente
relatrice la Dr.ssa Anna Poleggi, Biologa molecolare, Specialista in Microbiologia e
Virologia.
In un momento estremamente delicato, in cui si rincorrono notizie quanto mai allarmanti
relative a pandemie irrisolvibili, crisi economiche planetarie e potenziale blocco totale di ogni prospettiva di recupero, il Liceo Galilei ha ritenuto opportuno fare chiarezza. L’imminente partenza degli alunni e dei docenti accompagnatori per città estere meta dei viaggi di istruzione e degli stage/partenariati ha aperto uno scenario di incertezze e paure abbastanza ovvio, considerando le notizie che in queste ultime due settimane stanno monopolizzando tutti i mezzi di informazione.
Per questo gli alunni delle classi 3°AS, 3°BS, 3°AL, 3°BL, 4°AS, 4°BS, 4°CS, 5°AS in questi giorni hanno assistito all’interessante conferenza della Dott.ssa Poleggi. Con parole chiare se pur tecniche, la ricercatrice ha spiegato cosa sono i coronavirus ed, in particolare, quali sono le caratteristiche di questo nuovo coronavirus denominato 2019-nCoV, le vie di trasmissione, le misure di controllo e prevenzione, le terapie e i farmaci sperimentali, la tempistiche nella sperimentazione clinica per la preparazione di un vaccino.
In Italia il sistema di sorveglianza attivato in tempi non sospetti sta
dando ottimi risultati. L’idea che i prodotti made in China possano trasmettere il virus è ovviamente una fake news, così come pensare che il virus si trasmetta per via alimentare e, per questo, sia pericoloso mangiare riso alla cantonese o maiale in salsa agrodolce! La Dott.ssa Poleggi ha ribadito che la normale prevenzione richiede qualche
piccola accortezza: lavarsi bene le mani, igienizzare le superfici e gli oggetti, starnutire
o tossire in un gomito flesso.
E le mascherine funzionano? Fra le numerose domande che i nostri ragazzi hanno posto sicuramente questa ha catturato l’attenzione: indossare una
maschera può essere funzionale se si hanno sintomi respiratori o si sospetta un’infezione
2019-nCoV o ci si prende cura di qualcuno con sospetta infezione. Alla fine la Dottoressa ha mostrato ai ragazzi quali sono le procedure di vestizione di un ricercatore che deve entrare in un laboratorio con un certo livello di biosicurezza. E’ stato veramente interessante osservare come due ipotetici operatori si vestono con due paia di guanti, due paia di calzari, manicotti, camice impermeabile, cuffietta e maschera paraschizzi, seguendo un ordine specifico che deve essere rigoroso anche nella svestizione e gestione dei rifiuti.
