Riceviamo e pubblichiamo – “Spett.le Direttore,
in relazione all’articolo apparso venerdì, 26 gennaio 2018, dal titolo “Ladispoli, confiscati 100 milioni per usura dall’antimafia”, si precisa che lo stesso contiene notizie non veritiere ed al contempo lesive della dignità e dell’onorabilità dello scrivente, attualmente incensurato, in pendenza di giudizio di appello.
Invero, nella vicenda giudiziaria che mi ha riguardato – nella quale sono difeso di fiducia all’Avv. Carmelo A. Pirrone del Foro di Roma – non sono mai stato imputato di reati associativi, né di reati in concorso con altri soggetti.
L’inclusione in un sodalizio criminale, pertanto, deve ritenersi una notizia completamente falsa, frutto di un’azione diffamatoria e denigratoria nei miei confronti.
Quanto al sequestro, la vicenda ha tratto spunto non già dalla pendenza dei procedimenti a mio carico, quanto piuttosto dalla sproporzione del mio patrimonio immobiliare, ammontante a circa 600 mila Euro, ivi compresa la casa familiare ove attualmente dimoro, e i redditi prodotti negli ultimi 10 anni.
A tal proposito, deve sottolinearsi :
che il procedimento pendente presso il Tribunale di Roma, Sez. specializzata misure di prevenzione, risulta attualmente impugnato presso la Corte d’Appello, pertanto lo stesso non può ritenersi definitivo;
che tra il giudizio penale e quello relativo alle misure di prevenzione non vi è alcun collegamento, ovvero non c’è pregiudizialità”.
distinti saluti
Carlo Risso
