Comitato per la legalità: "Ci associamo al Comune di Ladispoli nella censura di chi diffama" • Terzo Binario News

Comitato per la legalità: “Ci associamo al Comune di Ladispoli nella censura di chi diffama”

Ott 22, 2014 | Ladispoli, Politica

consigliocomunaleprimaRiceviamo e pubblichiamo – La stampa locale riporta una dichiarazione del sindaco Paliotta che afferma “Ho chiesto ai nostri legali di presentare querela nei confronti della persona che su Facebook ha utilizzato una fotografia del Consiglio Comunale di Ladispoli, postata da una navigante, nella quale ha inserito un commento, con la scritta ‘mafiosi.”

Il Comitato per la legalità ritiene doverosa l’azione annunciata dal Sindaco a tutela dell’immagine della città e dei suoi amministratori e si associa nel censurare ogni comportamento che abbia intento diffamatorio, da chiunque sia posto in essere e verso chiunque, soprattutto se lesivo della credibilità delle istituzioni pubbliche.

Tuttavia, confidando proprio nel clima di collaborazione a cui il Sindaco fa riferimento, ci permettiamo di consigliare, prima di ricorrere all’estremo gesto della denuncia (a cui, peraltro, non ha fatto ricorso per dichiarazioni più gravi da parte degli stessi consiglieri), di volere contattare il cittadino (identificato tramite il social network), invitandolo a un confronto, proprio allo scopo di instaurare con lui un rapporto diretto a verificare se si tratta di un dichiarato intento diffamatorio o se invece è semplicemente lo sfogo, benché scomposto e inaccettabile, di un cittadino esasperato dalla situazione, che vive tutta la città.

E’ ormai “normale”, infatti, nella nostra città, apprendere di irregolarità nella gestione, spese ingiustificate, affitti d’oro, affidamenti illegittimi a parenti, e ancora altro, che alimentano il sospetto dei cittadini verso gli amministratori, rendono più gravoso il già pesante peso delle tasse e compromettono il rapporto di fiducia con le istituzioni, fino a degenerare in sfoghi che è difficile pretendere che siano cortesi ed eleganti. Soprattutto quando l’amministrazione si mostra sorda e indifferente alle istanze dei cittadini, preferendo quelle dell’apparato vicino al palazzo.

Fa bene l’Amministrazione a prendersi cura dell’immagine del Comune, ma dovrebbe farlo in ogni circostanza, non solo per colpire lo sfogo di un cittadino isolato, ma anche quando vengono violate le leggi per assecondare (utilizziamo una frase di un consigliere comunale) le pressioni dei “poteri forti”, a danno di tutta la collettività, resa sempre più debole e povera.

La fiducia nelle istituzioni non si può imporre, né minacciare con l’annuncio di querele o denunce, né si può ottenere con il silenzio della stampa, che viene giudicata “buona” se elogia l’Amministrazione e “cattiva” se dice la verità su ciò che accade. La fiducia nelle istituzioni si ottiene attraverso l’agire amministrativo corretto e trasparente, proprio come non accade nell’amministrazione comunale del Sindaco Paliotta.

Il Comitato, nella sua breve vita, ha segnalato numerosi casi di irregolarità, tutti pubblicati sul sito www.comitatolegalita.it., segnalati alle autorità competenti, compresa l’Autorità anticorruzione. Ma non ha mai avuto il piacere di un riscontro democratico e dialogante, né il privilegio di una denuncia per diffamazione. Proprio perché non c’è nulla da denunciare: si tratta di fatti veri e comprovati sui quali l’Amministrazione, piuttosto che mostrare i muscoli, come fa con il cittadino di Facebook, preferisce glissare, facendo finta di niente. Ebbene, questo sì che offende l’immagine della città.

Rinnoviamo l’invito al Sindaco affinchè prenda nella giusta considerazione l’immagine sana della città e la liberi dalle situazioni oscure di illegalità diffusa, astenendosi da azioni o affermazioni poco eleganti e ostili nei confronti di quei cittadini che coraggiosamente e senza le risorse (di cui lui, invece dispone) credono nella partecipazione democratica e (per dirla con il legislatore) esercitano il legittimo “controllo diffuso sull’attività amministrativa.

E poi, ci consenta: ritenere avversari ostili i cittadini che promuovono legalità e correttezza (senza alcun interesse personale o di parte), non è proprio un atteggiamento democratico e civile e nemmeno una trovata furba.

Finchè è in tempo, ci ripensi. Prima che sia troppo tardi.