CNA: “Contrari a liberalizzazione del subappalto e massimo ribasso" • Terzo Binario News

CNA: “Contrari a liberalizzazione del subappalto e massimo ribasso”

Mag 27, 2021 | Civitavecchia, Cronaca, Viterbo

CNA è contraria alla liberalizzazione del subappalto e all’introduzione del
meccanismo del massimo ribasso. E guarda con preoccupazione queste
ipotesi, emerse nell’ambito del provvedimento sulle semplificazioni. Il
giudizio è netto: “Si tratta di una visione viziata da evidente strabismo, che
non interviene sulle vere cause della lentezza cronica per la realizzazione
delle opere pubbliche. E che rappresenta un orientamento non coerente
con la direttiva europea, oltre a discriminare in modo ingiustificato la
platea delle piccole imprese nella partecipazione al rilevante mercato dei
contratti pubblici”.
Proprio il reale coinvolgimento del mondo della micro e piccola impresa
nel mercato degli appalti pubblici deve diventare un tema centrale. “La
nostra proposta – osserva la segretaria della CNA di Viterbo e
Civitavecchia, Luigia Melaragni – è di intervenire con misure specifiche,
come la maggiore suddivisione dei lotti, e meccanismi per valorizzare le
imprese del territorio”.
Gli obiettivi e le opportunità di investimento indicati nel Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza necessitano – sostiene la CNA – di una cornice
normativa adeguata, chiara e certa, evitando di inseguire facili scorciatoie
che non offrono alcuna garanzia in termini di tempistiche e qualità di
realizzazione dei lavori.
“Piuttosto – dice Melaragni – è urgente intervenire sulla qualificazione delle
stazioni appaltanti”. Parliamo di uno dei punti qualificanti del Codice degli
appalti, ma che, a distanza di cinque anni, è ancora gravemente disatteso.
Il potenziamento delle competenze degli operatori pubblici è la vera
rivoluzione copernicana in materia: si manda in soffitta il modello
dell’appalto integrato per privilegiare la qualità della progettazione
esecutiva. Lo stesso PNRR indica la possibilità, per le amministrazioni
pubbliche, di assumere tecnici dall’esterno.
Insomma, l’esigenza di accelerare i tempi di realizzazione delle opere non
può passare – è la posizione di CNA – attraverso la liberalizzazione del
subappalto, che eliminerebbe qualsiasi riferimento alla capacità
organizzativa e tecnica dell’impresa, unica garanzia per assicurare la
corretta esecuzione dei lavori.

L’evidenza degli ultimi dieci anni mostra che l’aumento medio del 70% del
valore dei lotti ha fatto lievitare il contenzioso e allungato i tempi di
realizzazione. Ecco dunque il ruolo delle micro e piccole imprese, che non
costituiscono un ostacolo, bensì rappresentano un prezioso strumento per
un mercato più efficiente.