“Ormai le responsabilità di Moscherini sulla situazione delle società municipali del Comune sono conclamate: le ha portate alla distruzione gonfiandole a dismisura in una logica di clientele e consenso elettorale, elargendo benefit e promozioni in quantità industriale, al punto che molti dipendenti, da operatori ecologici sono diventati quasi scienziati. E Moscherini oggi sta con Grasso: forse il candidato sindaco ha intenzione di affidargli Hcs se vince le elezioni?”. Se lo chiedono dal circolo di Sinistra Ecologia e Libertà Civitavecchia.
“Il Commissario prefettizio poi – si legge nel comunicato – ci mette del suo: in una logica puramente ragionieristica, predispone una delibera che mette a gara i servizi pubblici, poi la allega agli atti giudiziari affinché abbia un peso nella prossima valutazione del tribunale. Ci chiediamo: a che serve salvare HCS se i servizi nel frattempo sono stati privatizzati? Quanti lavoratori verranno assunti dalla società che vince la gara e con quali garanzie? I debiti delle società restano a carico del Comune? Vale la pena privatizzare per poco più di un milione di euro di risparmio?”.
“Tidei dal canto suo, non perde occasione per scaricare sugli altri le responsabilità: i suoi farneticanti teoremi sono la classica foglia di fico che non riesce a coprire le sue vergogne. Secondo lui la colpa sarebbe di chi lo ha mandato a casa, rimuovendo completamente il peccato originale, ossia i motivi per cui ciò è accaduto. Fra i quali c’è anche la vicenda HCS. Che ha gestito fin dall’inizio senza condivisione alcuna, con il solo scopo di togliersi dai piedi le società partecipate, che definiva un “cancro da estirpare”. Aveva dei dipendenti un’opinione vicina allo zero, li definiva un gruppo di fannulloni ed allo stesso tempo si vantava continuamente di avere decine di acquirenti pronti a comprare le società purché risanate”.
“Adesso – proseguono da Sel – il segretario del suo partito Longarini, dice: “Non permetteremo la vendita delle municipalizzate”. Ormai si smascherano da soli, sono nel panico più completo. Ora il neo populista Pietro, che utilizza gli stessi metodi di Tidei, afferma che rimetterà le cose a posto riprendendo il progetto da dove lo aveva lasciato. Con quali soldi, forse ancora una volta con quelli dell’ Enel? E a che prezzo? Rabbrividiamo per la risposta. Grasso si liberi dai Moscherini, in cattiva compagnia si fa poca strada. Il Commissario ritiri la delibera n° 60, un milione di euro li ha già risparmiati la collettività locale nel momento in cui sono decaduti i vari addetti stampa, art. 90 e art. 110 che facevano parte dell’entourage di Tidei quando era Sindaco. Infine Pietro, che da Tidei ha ereditato la parte peggiore: è la dimostrazione vivente che la sfiducia ad un Sindaco malvagio è un atto nobile. La città deve ringraziare gli eroi che lo hanno compiuto”.