di Fabio Fantozzi
“Non siamo assolutamente disposti al dialogo con la minoranza, Moscherini merita di stare in eterno all’opposizione”. Il vicesindaco Enrico Luciani (Sel) interviene a gamba tesa nel dibattito aperto dalle parole di Gianni Moscherini sulla possibilità di raggiungere larghe intese con l’amministrazione Tidei. L’ex sindaco di Civitavecchia, oggi candidato alle Regionali e al Senato con Fratelli d’Italia la scorsa settimana aveva rilasciato un’intervista a Provincia Tv proponendo una futura alleanza con l’eterno rivale del Pd.
Parole a cui hanno fatto seguito quelle di Tidei che in una nota ha ribadito l’unicità della sua maggioranza uscita dal voto, ma ha ritenuto anche “necessario rimanere aperti al confronto e alla collaborazione dell’opposizione”. “Sui grandi temi della governabilità, dell’ambiente, dell’occupazione e dello sviluppo – ha affermato lunedì l’ex deputato del Pd – saremo aperti al dialogo con l’opposizione. Sarà un confronto senza personalismi, collaborativo, intellettualmente onesto, solo in Consiglio Comunale ed in nome della Buona Politica, e non in altre sedi”.
Ma il vicesindaco Enrico Luciani non ci sta. “Tidei è aperto al dialogo con l’opposizione? Noi non siamo assolutamente disposti a collaborare con l’opposizione – ha tuonato – Moscherini ha agito bene come manager ma non come politico ed ora sta intonando il canto del cigno, con la speranza di riciclarsi. Stiamo ancora pagando i suoi errori politici: sulla gestione dell’acqua ci ha lasciato 32 milioni di debito, non ha fatto nulla per sistemare la rete idrica e il sistema fognario. Dovrebbe rimanere in silenzio in un angolo e arrossire dalla vergogna”.
E proprio l’acqua è il nervo scoperto della maggioranza di Pietro Tidei, che si regge anche sui tre consiglieri di Sel, dopo che il primo cittadino ha annunciato di voler affidare la gestione degli acquedotti Oriolo e Nuovo Mignone all’Acea. “Su questo punto siamo irremovibili – ha ribadito Luciani – Vedo che il Comitato per l’acqua chiede la convocazione del consiglio comunale aperto prima delle elezioni, contrariamente a quanto vorrebbe il sindaco, intenzionato ad affrontare la questione dopo le regionali. Per noi non cambia nulla – ha affermato l’esponente di Sel – il consiglio comunale aperto l’abbiamo voluto noi per primi perché vogliamo che l’acqua rimanga pubblica come ha scelto più del 90% dei civitavecchiesi nel referendum del 2011.
“Sono consapevole del momento difficile da affrontare – ha aggiunto Luciani – ma la soluzione non è certo l’affidamento ad Acea, un’azienda che ha come soci i francesi di GDF Suez e Francesco Gaetano Caltagirone e che sta registrando un abbassamento della qualità del servizio con una previsione di aumenti di tariffe”. La proposta di Sel è chiara: “creare una società in house, totalmente pubblica, che razionalizzi e ottimizzi il servizio e faccia pagare le fatture ai grandi utenti. In questo modo anche il comune avrà ricadute positive, come è avvenuto a Parigi dove il ritorno al servizio pubblico ha fatto abbassare dell’8% il costo delle bollette e ha portato a un risparmio di 35 milioni l’anno”.
Su questo punto si può una crisi di maggioranza? “La nostra posizione è cristallina, noi siamo in perfetta sintonia con l’accordo programmatico stretto prima delle elezioni, poi ognuno si assume le proprie responsabilità”.


