Le recenti dimissioni del consigliere Davide Campolongo, capogruppo di Governo Civico, hanno destato sopresa. Con una lettera, che pubblichiamo, il consigliere spiega le ragioni della sua decisione e propone una riforma dei regolamenti.
“Durante lo scorso Consiglio Comunale, tenutosi il 29 gennaio, è stato affrontato il punto relativo alla mia sostituzione come membro nelle Commissioni Consiliari di Bilancio e Lavori Pubblici.
La decisione di lasciare le commissioni è stata molto sofferta, ma allo stesso tempo si è resa necessaria in quanto la partecipazione alla commissioni è divenuta incompatibile con il mio lavoro.
Premetto che svolgo un lavoro da dipendente presso una società privata ed in un contesto lavorativo estremamente difficile come quello attuale, in cui regna la crisi economica e le società definiscono duri piani di riduzione dei costi di gestione del personale, è molto difficile riuscire a gestire la richiesta di permessi lavorativi e di assenze frequenti per la partecipazione alle sedute delle riunioni.
Purtroppo, le Commissioni vengono convocate in pieno orario lavorativo, con una frequenza che mediamente è quella di 2 convocazioni al mese, a cui si devono sommare le convocazioni dei consigli comunali.
Premetto che da inizio del mio incarico non ho mai fatto richiesta di permessi lavorativi, ma per partecipare a Commissioni o Consigli Comunali ho utilizzato sempre giorni di ferie.
Al fine di permettere veramente a tutti di poter svolgere il proprio ruolo elettivo, credo sia necessario dare l’opportunità a tutti di partecipare alle attività consiliari, senza mettere nessuno in difficoltà nei confronti del proprio datore di lavoro.
Per questo avrei auspicato, laddove possibile, la convocazione delle commissioni di sera, in quanto si tratta di una fascia oraria non lavorativa per la maggior parte delle persone, che agevolerebbe la partecipazione di tutti, proprio come ora avviene per la convocazione dei consigli comunali (ore 19:00).
Pertanto, anche a fronte della mia decisione di rinuncia della partecipazione delle commissioni, auspico una revisione del regolamento delle commissioni consiliari stesse che si fondi sui seguenti elementi:
• Fissare la convocazione in orario serale comporterebbe sensibili riduzioni dei costi di gestione delle commissioni, poiché il Comune non andrebbe a rimborsare il datore di lavoro per l’assenza del dipendente componente della commissione ;
• Imporre che per rendere valida la convocazione di una seduta di commissione sia necessario produrre un ordine del giorno, cercando di massimizzare i punti dell’ordine del giorno, evitando di convocare più volte la stessa commissione a distanza di poco tempo;
• Definire che la redazione del verbale di seduta sia redatto dagli stessi membri della commissione, senza che si rendi necessaria la presenza del segretario verbalizzante (dipendente comunale che in caso di commissione si occupa di verbalizzare la seduta), in tal modo si otterrebbe un aumento dell’efficienza dei dipendenti comunali stessi.
In passato ho assistito a commissioni convocate senza ordine del giorno, sedute in cui si sono affrontati pochi punti che sono stati licenziati rapidamente, convocazioni calendarizzate ossia fissate a prescindere dalle reali necessità dettate dagli argomenti da portare in Consiglio Comunale, determinando un aumento della frequenza delle convocazioni non giustificate dal carico di lavoro dettato dalle attività del Consiglio Comunale.
Argomento a parte riguarda il tema dei costi di gestione delle commissioni, legato ai rimborsi dei permessi lavorativi, che verrebbe abbattuto quasi del tutto con le convocazioni delle sedute in orario non lavorativo.
Inoltre, con le convocazioni serali si consentirebbe a tutti di partecipare serenamente ai lavori consiliari, senza discriminare i lavoratori dipendenti di società private che ai giorni d’oggi non godono certo della stessa flessibilità di pensionati, dipendenti pubblici e liberi professionisti.
Pertanto, auspico una riforma del Regolamento delle Commissioni che punti a ridurre i costi di gestione, punti ad efficientare le sedute di commissione e consenta veramente a tutti la loro partecipazione”.
