"Civitavecchia è senza un reparto di radioterapia, senza Adamo sarebbe un dramma" • Terzo Binario News

“Civitavecchia è senza un reparto di radioterapia, senza Adamo sarebbe un dramma”

Set 26, 2018 | Civitavecchia, Comune, Sanità

Senza un reparto specializzato in radioterapia, che in città sarebbe necessario se non proprio indispensabile, i pazienti oncologici sono costretti a emigrare a Viterbo. Soltanto che, se non ci fossero i volontari dell’Associazione Adamo ad accompagnarli, per i più sarebbe impossibile curarsi.

A raccontare la sua storia è il professor Mauro Macaluso, che ha vissuto la problematica sulla sua pelle. “Quello fra Civitavecchia e Viterbo, quando va bene, è il tragitto che quotidianamente o almeno cinque giorni su sette, per sei-sette settimane circa sono costretti a compiere i pendolari della radioterapia. La nostra bella città, famosa in Italia e forse non solo – ironizza l’ex insegnante – per la centrale a carbone, per il flusso di navi da crociera fonti entrambi di grandi ritorni economici e ancora per le strade asfaltate e senza buche, per i parchi puliti e curati, per la pulizia che regna ovunque, è invece purtroppo priva di una struttura necessaria per le cure radioterapeutiche.

Forse l’assenza di un reparto specializzato è dovuta al fatto che essendo la nostra aria quasi pura e priva di effetti devastanti, come attestato dall’Arpa ogni settimana e puntualmente diffuso attraverso la stampa cittadina, la nostra popolazione non soffre né ha mai sofferto di patologie tumorali o respiratorie gravi”. Fin qui la fotografia di uno stato di salute precario in cui versa Civitavecchia. Ma c’è da evidenziare anche quanto di buono arriva, specie dalle persone: <Andando oltre questa voluta polemica, voglio testimoniare, avendoli vissuti in prima persona, i disagi causati dalla mancanza di della radioterapia a ma allo stesso tempo, voglio mettere in evidenza i grandi meriti dell’associazione Adamo. Questa associazione composta da una trentina di volontari, si incarica di accompagnare tutte le mattine i pazienti presso le varie destinazioni per le cure. Chi si spende, lo fa sacrificandosi e pure volentieri, per almeno mezza giornata. Mi raccontava uno dei tanti autisti che ho conosciuto in questi due mesi di pellegrinaggio verso Viterbo che i soci si autotassano e ciò mi sembra un grosso esempio di solidarietà nei confronti del prossimo”. Quindi un appello del professore rivolto alle istituzioni, per sapere come mai un reparto così importante come quello radioterapico, di cui purtroppo Civitavecchia ha un bisogno famelico, non sia presente nel comprensorio sanitario: “Sapendo già che non riceverò risposta, mi rivolgo agli organi e agli enti competenti, per sapere come ma come mai la città non dispone di una struttura di radioterapia, mentre qui vicino l’ospedale Belcolle di Viterbo assolve in modo egregio sotto l’aspetto professionale e umano a questa importante, e a volte vitale, funzione” conclude Mauro Macaluso.