Il Codacons cittadino si rivolge alla Procura, a seguito di uno sversamento di liquami in mare avvenuto a Borgo Odescalchi il 2 agosto scorso: “La situazione delle mancate manutenzioni a Civitavecchia determina sempre più spesso episodi di danneggiamento ambientale, di cui l’Associazione chiede che vengano individuati e puniti i responsabili.
Infatti, dopo l’entrata in vigore del decreto 152/99, la Suprema Corte ha sempre teso a responsabilizzare in ordine al generale sistema di previsione di dolo e colpa, Autorità e Aziende responsabili della manutenzione, in caso di guasti a collettori e depuratori, qualora questi ultimi non costituiscano un fatto imprevisto ed imprevedibile, ovvero un evento eccezionale, bensì una conseguenza di una cattiva scelta di attività gestionale in ordine alla sana manutenzione della struttura impiantistica.
Chiediamo alla Procura l’avvio di indagini volte a verificare se nell’operato della dirigenza del Comune nonché dell’eventuale Società avente la gestione degli impianti di depurazione, vi siano state carenza di controlli ed interventi tali da determinare eventuali responsabilità riguardo quanto accaduto il 2 agosto a Borgo Odescalchi, quando liquami fognari maleodoranti e scuri si sono riversati nello specchio d’acqua cittadino, stante la possibilità del configurarsi, proprio in virtù di una effettiva assenza di misure di controllo, della fattispecie di cui all’art. 320 c.p, (omissione di atti d’ufficio), oltre che quella del danneggiamento ambientale 452 bis c.p. (che, ricordiamolo, dal 2015 punisce i responsabili con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.00 a 100.000€), oltre che la violazione di diritti costituzionalmente garantiti come il diritto alla salute ex art. 32 Costituzione e le inosservanze delle norme di sicurezza – penalmente perseguibile – ovvero ogni altra fattispecie criminosa”.
