Forse è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di certo è che il blitz di sabato primo aprile da parte degli attivisti per il clima di Ultima Generazione, con tanto di liquido nero versato nella Barcaccia, in piazza di Spagna, ha mandato su tutte le furie il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Chi imbratta, rovina, deturpa, deve pagare, anche i danni” sono le sue parole. E, in un’intervista al Messaggero, sottolinea che “il ministero si costituirà parte civile nei procedimenti penali che scaturiranno dagli ultimi fatti accaduti, a Firenze, a Roma o altrove… È ora di dire basta: siamo davanti ad una sistematica azione di vandalismo del nostro patrimonio artistico e culturale che non c’entra assolutamente nulla con la tutela dell’ambiente”.
E poi: “Chi danneggia i nostri beni culturali non può passarla liscia e va punito severamente”. Allo stesso tempo, annuncia di essere al lavoro per “una norma che faccia pagare ai responsabili di questi danni gli interventi necessari per il ripristino dei luoghi… Stiamo studiando soprattutto una sanzione amministrativa”. Infine, Sangiuliano sostiene che si tratta di “vandali e basta. Non hanno nulla a che fare con la difesa dell’ambiente”.
Da rimarcare la richiesta a una commissione di esperti, da parte del ministro, di uno studio approfondito sugli effetti sul monumento di piazza di Spagna. Con un inciso: non è corretto parlare di azioni dimostrative, poiché i danni “possono essere permanenti”.
“Condivido totalmente la netta condanna del ministro Sangiuliano nei confronti degli ecovandali che hanno deturpato la Barcaccia di piazza d Spagna, a Roma”. Così il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, che prosegue: “Basta giustificazionismi o riduzionismi, non si tratta di ragazzate ma di veri e propri reati: è ora di chiamare questi signori a pagare i danni che compiono. Nessun dialogo con chi sfregia l’arte, perché colpisce il nostro patrimonio culturale, la nostra identità e dunque il cuore pulsante della Nazione”.
