Giovedì scorso, nella classe di mio figlio che frequenta la prima classe della primaria, 1^ B dell’Istituto Salvo d’Acquisto, si celebrava la Festa della Lettura e per me, lettrice onnivora e assidua, era già di per sé un ottimo motivo di festa.
Da anni, grazie ai miei figli, partecipo a recite e saggi ma quello di giovedì è stato un evento speciale.
Ovvio che fosse speciale perché al centro della scena c’era il mio bambino che, con i suoi compagni, emozionatissimo, condivideva una tappa importante della sua esperienza scolastica con noi genitori.
Ma l’emozione è stata speciale, un incantesimo di delicatezza.
Innanzitutto, la sua maestra, Mimma Di Cecco, un’insegnante che brilla di passione, ha scelto un brano, Piuma d’oro, di Luigi Capuana, autore antico ma che sa parlare al mondo fantasmatico dei bambini con pennellate vivide.
Ma ciò che ha reso unica la Festa della Lettura dei nostri bambini è il fatto che, oltre a dare a noi genitori la testimonianza di piccoli lettori in erba, essi abbiano rappresentato la fiaba con il linguaggio dei segni. Questo è stato possibile grazie alla presenza nella loro classe di un privilegio ovvero una bimba che conosce la LIS grazie alla mamma, Daniela Giancreco Marotta, figlia di due genitori segnanti, che con passione ha tradotto insieme alla maestra e ai nostri figli la fiaba.
La LIS non è una forma abbreviata di italiano, non é un alfabeto manuale.
È una lingua dei segni, che, per quanto riguarda parole tecniche prive di segno, ricorre alla dattilologia. Inoltre, potenzia le capacitá visuo-spaziali e l’attenzione visiva.
Grazie a questa lingua, nella 1^ B, Piuma d’oro ha preso vita, colore, espressione emotiva e rappresentazione pulsante.
Ho voluto condividere questa esperienza per testimoniare di un progetto nato dall’amore e non dal calcolo o dalla ricerca di prestigio o riconoscimenti, che sta arricchendo le nostre vite e le nostre famiglie.
Questo progetto é reso possibile dal fatto che l’Istituto Salvo d’Acquisto ha aderito al progetto creato dall’associazione “Il Sentiero Dorato” , nato per integrare un bambino sordo nel resto della classe insegnando la LIS a lui e ai suoi compagni con un docente madrelingua sordo.
Questo percorso attuato a scuola dai nostri figli ha lasciato un segno nelle nostre famiglie.
Sono giorni ormai, infatti, che i piccoli gesti quotidiani vengono punteggiati dai nostri bambini con segni ricchi di amore.
Così i nostri bambini stanno apprendendo una terza lingua e mi auguro che i cerchi concentrici dell’emozione provata si diffondano e si estendano presso altre classi, altri bambini e altre famiglie per motivare verso una comunicazione ricca di calore, attenta e non casuale.
