Caso Radio Radicale, se Ladispoli ha ambizioni guardi la Luna e non il dito • Terzo Binario News

Caso Radio Radicale, se Ladispoli ha ambizioni guardi la Luna e non il dito

Set 15, 2015 | Ladispoli, Politica

Non so se a questo intervento mi si risponderà che sono un “pezzo di merda” o un “indigente” (appellativi che mi renderebbero onorato di essere messo sullo stesso livello di Sgarbi e Toscani), ma sulla vicenda di Radio Radicale ho l’impressione che volutamente si vada ad insistere sulla strumentalizzazione delle parole, piuttosto che affrontare il tema centrale per il quale questa querelle è nata: vale a dire il piano integrato proposto dalla Piazza Grande Srl.

Se da un lato gli amministratori comunali ed alcune forze politiche hanno il diritto di dire la loro su apprezzamenti poco lusinghieri su Ladispoli, dall’altro si spenda una parola sulla questione che ha scatenato questa esposizione mediatica: la costruzione di palazzine, un centro commerciale ed una piazza è riqualificazione urbanistica o l’ennesima opportunità per chi specula sul cemento?

image001Degli interventi di Toscani e Sgarbi infatti si tende ad escludere ogni ragionamento di merito, nonostante si inseriscano in una scia di giudizi negativi incassati da Ladispoli negli ultimi mesi .

Era fine gennaio 2014 quando l’opera nei pressi della rotatoria di Via di Palo Laziale finisce su Repubblica.it nella lista degli “orrori“. Di lì una escalation disarmante nel periodo della morte di Laura Antonelli ed ora con la querelle di Radio Radicale per la quale reazioni scomposte di amministratori hanno innescato un effetto boomerang. Colpa dei detrattori nazionali? Secondo me colpa dell’inadeguatezza di porsi su un tavolo di discussione che non sia il bar del viale. Gestire queste situazioni non è come fare un selfie con “Er Cipolla” a piazza Rossellini, con tutto il rispetto per Ezio Salvi che di mestiere fa il comico e il cabarettista.

Visto che le occasioni per parlare di Ladispoli ultimamente non mancano forse questa, al di là dei campanilismi, è la volta buona per fare un serio ragionamento sull’urbanistica e sui progetti che si vogliono realizzare per la città. E’ infatti disarmante pensare che l’unico modo per realizzare qualche opera a Ladispoli sia dare via libera a progetti di speculazione edilizia, che andrebbero a consumare l’esiguo suolo della città esponendola, ancor prima che alla bruttezza, al rischio di cataclismi naturali. Basti vedere cosa avviene ormai regolarmente, quelli che una volta erano acquazzoni ora sono vere e proprie alluvioni e se ne registrano decine l’anno.

Proprio la zona dove si vorrebbe costruire l’ennesimo centro commerciale (quando nel frattempo a Ladispoli altri centri commerciali in centro stanno praticamente fallendo, basti guardare a quello nei pressi della sede comunale), è teatro di allagamenti. L’ingresso della stazione infatti si trasforma ad ogni pioggia in un torrente, nonostante vi sia il campo sportivo che espone 15.000 mq di terreno all’assorbimento di acqua. Domani con la lottizzazione quell’acqua andrà in fogna ed è ben noto come negli ultimi periodi i tombini della città ballano durante le piogge segno che il sistema fognario è al limite durante le piogge.

Non si confonda poi il piantare alberi in una piazza con il consumo del suolo. Sono cose attigue, ma del tutto diverse.

Se si tiene veramente all’immagine di Ladispoli si ammetta quanto di veramente brutto è stato fatto nel passato, ma sarà solo ragionando sul futuro che si potrà cambiare questa tendenza di decadenza urbanistica.

Se si vogliono vedere anche le stelle si guardi alla Luna e non il dito, non ci si rassegni al fatto che bisogna stendere tappeti rossi a chi specula sull’urbanistica e sull’edilizia. Lo stesso sindaco Paliotta in trasmissione ha detto che di per sé il centro commerciale al posto del campo sportivo non è una cosa bella. E’ un compromesso che questa amministrazione ha deciso di approvare.

Concludo con due ultime considerazioni. Se Ladispoli vuole splendere non può farlo affrontando situazioni delicate come questa dando voce al più becero provincialismo. In questi giorni sono volate offese plateali e non ultima una replica ad un’osservazione di Sgarbi da far accapponare la pelle. Alla considerazione sulla bellezza di Ladispoli si può rispondere “Sgarbi è un indigente” biasimando l’insulto di un altro consigliere comunale? Consigliere Crimaldi, non è la legittimazione popolare che autorizza ad usare senza alcun filtro certi toni e se è vero che la democrazia è da un lato rappresentatività dall’altro dovrebbe essere esempioSe andassimo a guardare gran parte del consiglio comunale è presieduto da indigenti, ma non credo che questo sia un elemento di valutazione politica valido. Il diritto di parola deve essere commisurato alla dichiarazione dei redditi?

L’ultimo aspetto riguarda il piano politico. A Ladispoli la sinistra ha abbandonato il vessillo della difesa e tutela del suolo, commettendo l’errore di regalarlo alle mani dell’unica forza politica che al momento apertamente si spende per questo: il M5S. Un errore politico che se nel breve termine può portare qualche giovamento, presenterà il conto nel medio lungo periodo. Sulla vicenda Piazza Grande il silenzio della politica è assordante e nonostante gli attacchi di nomi illustri non c’è un pronunciamento di nessun esponente di opposizione. Disarmante!

Che domani si apra un dibattito serio sulla bellezza di Ladispoli e sulla trasparenza. L’operazione Piazza Grande rischia di nascondersi dietro gli alibi della mancanza di soldi e della legalità forzata. La legalità non è sempre sinonimo di trasparenza e questa operazione edilizia ne è il più chiaro esempio. Il rispetto delle procedure cozza con i tanti legami che amministratori hanno in questa vicenda.

Si parli dei problemi seri, quella di questi giorni è fuffa e provincialismo.