In Aula Giulio Cesare manca il numero legale e l’assemblea capitolina è stata rinviata a domani. La presidente Valeria Baglio, dopo aver aperto la seduta, non ha potuto far altro che chiuderla immediatamente. A quanto pare, è stata la maggioranza a non garantire il numero minimo di consiglieri. In Aula era presente l’assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale Maurizio Pucci: all’ordine dei lavori, infatti, c’era il nuovo regolamento per gli scavi. Dai banchi dell’opposizione qualcuno ha gridato “Vergogna”.
La caduta del numero legale non è scesa al capogruppo dem in Campidoglio Fabrizio Panecaldo: “Il gruppo del Pd dovrebbe essere piu’ responsabile nella sua complessita’: per me chi ha probabilmente cose piu’ importanti da fare o rinuncia a quelle cose o rinuncia a fare il consigliere – ha dichiarato l’esponente capitolino del Pd -. Alcuni consiglieri del Partito democratico erano presenti alla nostra riunione di gruppo e poi non li ho visti in consiglio. Con Sel che si sente autorizzata a non venire per la gran parte in Aula il numero legale lo dobbiamo garantire noi, non l’opposizione. Prendo atto che per qualcuno gli impegni personali sono preminenti rispetto a quelli politici”.
Panecaldo è intervenuto anche sulla questione dei gettoni presenza: “A oggi non ci sono strumenti per poter sanzionare chi non partecipa alla votazione, e questo comunque dovrebbe valere sia per la maggioranza che per l’opposizione: in Parlamento si usa che se non voti non prendi il gettone, io penso che noi dovremmo arrivare a questo, e non escludo che si faranno delle modifiche in tal senso al regolamento”.
Sale nuovamente sulle barricate l’opposizione: “Ennesimo consiglio comunale a vuoto, ennesimo spreco di denaro pubblico – dichiara in una nota il capogruppo capitolino della Lista Marchini, Alessandro Onorato -. La maggioranza non c’è più da un pezzo, ma tutti continuano a far finta di nulla per lasciare imbullonato alla poltrona il Sindaco Marino, ormai noto per le sue bugie e per la sua inadeguatezza. Se i consiglieri del Partito democratico non hanno il coraggio di presentarsi in Aula, si dimettano e diano la possibilità ai romani di tornare al voto. Noi della Lista Marchini da giugno ci siamo autosospesi per non partecipare a questa farsa, rinunciando anche allo stipendio, e non comprendiamo perché gli altri gruppi di opposizione non facciano la stessa cosa”.
All’attacco anche il vice capogruppo di Forza Italia Dario Rossin: “Per l’ennesima volta la maggioranza non ha i numeri per aprire i lavori dell’Assemblea capitolina, dove oggi è caduto ancora il numero legale. La brutta notizia è che tutti ormai si sono talmente abituati a questa situazione, che la circostanza viene data quasi per scontata. Al contrario, oltre ad essere politicamente rilevante perché di fatto significa che la sinistra è a pezzi e sfiducia sistematicamente i suoi assessori, il continuo ricorso alla seconda convocazione aggiunge dei costi ai romani, costretti a pagare due volte il lavoro che si potrebbe svolgere in una sola seduta. A questo punto, sarebbe opportuno scalare dallo stipendio di Marino le spese dell’Aula in seconda convocazione a causa del cortocircuito tra la sua giunta e la maggioranza”.
