A volte un concorso pubblico si può trasformare in un calvario, ma poi può anche succedere che la procedura si rimetta sui binari previsti dalla legge. E anche in questo caso ci sono orde di scontenti che urlano alla luna. E’ il caso del concorso per la selezione di 300 agenti di Polizia Locale di Roma Capitale.
Andiamo con ordine. Il concorso fu bandito nel 2010 dall’amministrazione Alemanno. Pronti, partenza, via! Le prove preselettive scivolano via lisce come l’olio. Le prove scritte si svolgono il 21 dicembre 2012, poi nella primavera dell’anno successivo il caos. La commissione Giuliani, chiamata a correggere le prove, viene indagata per falso ideologico. La procedura viene bloccata. Arriva la giunta di Ignazio Marino e la delega al personale viene affidata al desaparecido Gigino Nieri, uomo forte di Sinistra Ecologia e Libertà, molto legato ai vertici del partito e a Nichi Vendola.
Anziché arrivare ad una soluzione, la giunta tira fuori la questione delle buste trasparenti. Le buste non consentirebbero l’anonimato dei candidati. Questione pretestuosa? Non è dato sapere. Viene nominata una nuova commissione, la commissione Greco, incaricata di correggere nuovamente le prove scritte.
Nel frattempo escono fuori i punteggi attribuiti agli elaborati dalla Commissione Giuliani nel 2012, che prevedono 2300 idonei e 400 esclusi.
Dopo la correzione della Commissione Greco il risultato si capovolge: gli idonei sono 400 per 300 posti, e i bocciati sono 2300. I candidati riescono a visionare i propri elaborati, dove compaiono le due votazioni ricevute: la prima della Commissione Giuliani (cancellata con un tratto di penna) e la seconda della Commissione Greco.
Il caos continua. Marino si incarta, Nieri scompare dal raggio dell’azione politica e il concorso si impantana nuovamente. Gli orali sembrano un miraggio.
Parte la stagione dei ricorsi al Tar che portano ad alcune sentenze storiche: la seconda correzione è irrituale. Detto questo, il Tar ammette agli orali i candidati idonei della commissione Giuliani che hanno presentato ricorso e tutti gli idonei della commissione Greco. In Campidoglio arrivano Virginia Raggi e il suo staff. Leggono le carte e prendono atto della sentenza del Tar. La procedura, finalmente, viene sbloccata con un atto di autotela che ammette agli orali 2300 idonei. Fonti interne al Campidoglio confermano che gli orali si svolgeranno entro la fine dell’anno, altri parlano dei primi mesi del 2017. Ad ogni modo, a breve verrà pubblicata la graduatoria ufficiale e sarà nominata la nuova commissione.
Bene, bravi, bis. In un paese normale sarebbero partiti i complimenti all’amministrazione che ha sbloccato un concorso del 2010 e che probabilmente si concluderà entro l’anno.
E invece sono scoppiate le polemiche.
Le uniche voci comprensibili e condivisibili sono quelle dei “candidati ricorsisti”, i 1100 audaci che hanno presentato ricorso al Tar e hanno vinto una dura battaglia burocratica oltre che giuridica. Tra i 2300 idonei della commissione Giuliani non tutti hanno preso parte al ricorso, che ha avuto anche un costo di 200 euro per ogni singolo candidato. I 1200 non ricorsisti, adesso, si trovano a beneficiare del successo senza aver partecipato alla “battaglia” intrapresa dai ricorsisti e che ha portato allo sblocco della procedura e quindi agli orali. Sono ampiamente condivisibili le lamentele dei ricorsisti; secondo molti di loro, infatti, gli unici candidati a dover essere ammessi agli orali sarebbero i 1100 ricorsisti. Ma come recita l’adagio latino: ubi major, minor cessat. Di fronte ad un concorso che rischiava di essere annullato, la ripresa della procedura e il calendario delle prove orali non possono che rappresentare il lieto fine da tanti atteso.
Meno condivisibili sono le posizioni strumentali assunte da una certa stampa bipartisan che pur di attaccare l’amministrazione grillina ha dimenticato l’importanza che riveste lo sblocco della procedura concorsuale per 2300 persone, che dopo 6 anni di attesa vedono tutelato il loro diritto a concludere regolarmente un concorso pubblico.
La gaffe più grossa è dell’Unità in un articolo del 14 settembre. Sorvoliamo sugli errori mastodontici presenti nelle righe del quotidiano del Pd (non è stato indetto nessun nuovo concorso, cara collega Fusani), e passiamo al merito delle cose scritte. La questione cruciale per l’Unità sembra essere il ruolo di Marra, da pochi giorni trasferito al dipartimento del personale, e il suo legame con Alemanno. La giornalista parla del bacino di voti che un concorso rappresenta, ma finge di ignorare che dietro ogni voto ci sono migliaia di giovani, padri e madri di famiglia che da anni attendono di essere assunti. Gli scivoloni più vistosi sono due: definire “una cifra assai più ragionevole” i 400 idonei della commissione Greco rispetto ai 2300 idonei della commissione Giuliani (sulla base di quali criteri si tratta di una cifra più ragionevole?), e sventolare come una minaccia la possibilità che i 400 idonei della commissione Greco possano fare ricorso.
Tutto è politica, e lo sappiamo. Ma prendere lucciole per lanterne e mettere le basse beghe politiche tra partiti davanti alla vita delle persone è francamente inammissibile.
Lo sport preferito del momento sembra quello di attaccare la giunta Raggi. Ci sta l’agone politico, ci stanno di meno gli articoli pretestuosi. Da tempo Terzo Binario segue le vicende dei concorsisti delle 22 procedure e in particolare della Polizia Locale, e abbiamo sempre dato spazio alle ansie e alle preoccupazioni dei candidati che sono ancora in attesa che il concorso finisca. 6 anni sono un’enormità, cara Fusani. Probabilmente lei ha avuto la fortuna di non dover fare mai un concorso pubblico, ancora di più un concorso pubblico bloccato da anni. Anche per colpa di alcune scelte di difficile comprensione fatte dal Pd e dalla giunta Marino. E adesso il problema è rappresentato da Marra e dai ricorsi? La questione è un’altra: ogni concorso pubblico ha una caterva di ricorsi così come sono tanti coloro i quali ricorrono all’accesso agli atti. Ma tant’è… è la normativa sulla trasparenza che lo prevede. Dei ricorsi, qualora dovessero arrivare, ce ne faremo una ragione, del resto l’amministrazione attualmente in carica ha dimostrato di aver letto le carte e di saper procedere in tempi brevi. A differenza di Marino e Nieri che non hanno fatto altro che ingolfare la procedura con rinvii e nuove correzioni che non hanno portato da nessuna parte.
Una replica all’articolo dell’Unità arriva anche dalla rappresentante dei ricorsisti: “L’articolo è un chiaro attacco politico, per l’ennesima volta portato avanti sulle spalle di ragazzi e ragazze che da 7 anni anni aspettano di veder riconosciuto quel concetto di cui tutti si riempiono la bocca ma che nessuno poi mette in atto:la meritocrazia – dichiara Cristina Giorgi -. Ci tengo innanzitutto a precisare che qui non si parla di due differenti concorsi, ma di una sola procedura che da ormai quasi 7 anni ancora non riesce a vedere la parola fine a causa delle varie Amministrazioni che si sono susseguite e fatte la guerra a discapito nostro..la vicenda è molto più “semplice”: nel 2010 l’Amministrazione Alemanno bandisce,tra le altre, una procedura per il reclutamento di 300 Istruttori di Polizia Locale, ma dopo l’espletamento della prova preselettiva e di quella scritta, e a poche ore dall’uscita dei risultati di quest’ultima,il concorso viene bloccato per un presunto falso ideologico riguardante uno dei membri della commissione. Segue Marino,che dopo qualche mese dal suo insediamento e sulla scia della legalità e della trasparenza tanto paventata durante il suo mandato, ordina la ricorrezione degli elaborati. Il risultato è strabiliante,quasi da spettacolo di magia: a fronte dei 2263 promossi e 409 bocciati Giuliani emergono da questa 2263 bocciati e 409 promossi…scatta per i bocciati (non tutti) il ricorso al Tar, vinto in ultimo e a pieno titolo nel Maggio 2016. Il tar ordina l’ammissione anche dei ricorsisti all’orale. Segue Raggi – continua la rappresentate dei ricorsisti – che con un provvedimento di autotutela riammette anche i non ricorrenti. Nessun magheggio quindi…nessun film di fantascienza..nessun favoritismo e soprattutto nessun doppio concorso. Semplicemente la procedura riparte e a breve (si spera) 2263 povere anime potranno finalmente dimostrare il loro valore. Senza entrare nello specifico di chi siano i meriti e i demeriti di quello che comunque è per noi ancora un calvario riteniamo opportuno che i giornalisti si informino su quanto successo realmente e che non usino anch’essi (come ha fatto già la politica) noi poveri Cristi per innalzare le loro croci”.
Altro giro altro corsa. Anche il quotidiano romano Il Tempo in un articolo del 14 settembre prende fischi per fiaschi e confeziona un pezzo sul concorso il cui unico obiettivo è quello di attaccare l’amministrazione senza tenere conto dei candidati che da anni si preparano, studiano e sperano di poter svolgere in tempi brevi le prove orali. Non mancano gli errori nemmeno in questo caso. Gli iscritti al concorso non sono 3mila ma molti di più. E poi, altra svista gravissima, non c’è stata nessuna sentenza del Tar ad ordinare alla giunta Marino e al suo sodale Nieri la ricorrezione delle prove. Si è trattato di una scelta compiuta in totale autonomia dalla giunta. Anche in questo caso, anziché gioire per la ripresa del concorso, il giornalista agita lo spettro dei ricorsi come possibile causa di un nuovo stop dell’intera procedura concorsuale.
Entrambi pessimi esempi di giornalismo.
Un giornalista corretto cosa vorrebbe scrivere? Che da qui a qualche mese si sono svolti gli orali e sono stati assunti i migliori, con buone opportunità anche per gli idonei non vincitori. Il giornalista che preferirebbe, invece, scrivere di un nuovo stop al concorso a causa dei ricorsi per sventolarlo come un fallimento dell’amministrazione “nemica” farebbe meglio a cambiare mestiere.
