Nodo complicato da sciogliere quello che riguarda l’igiene urbana.
Da una parte il Granarone, che ha la necessità di dare continuità al servizio nonostante il fallimento dell’Asv e l’inadempienza che potrebbe provocare la rescissione del contratto; la Camassa, fattasi avanti per rilevare il 40% dell’Ati in possesso della Asv e i sindacati, che vogliono proteggere l’occupazione.
Ogni mossa è studiata anche se lunedì ci sarà una tappa decisiva con il piano della Camassa. Se soddisferà i parametri del comune allora il contratto resterà valido fino alla scadenza fra tre anni. Altrimenti scatterà l’emergenza con l’affidamento diretto.
Per l’assessora all’ambiente Elena Gubetti questo scenario sarebbe quello peggiore . “Se invece si riuscisse ad arrivare alla scadenza – spiega la Gubetti – allora si avrebbero quei due anni di tempo per strutturare la Multiservizi Caerite così da reinternalizzare il servizio. In questo senso, la proposta di Pap la trovo condivisibile”.
