“Tutti hanno voce in capitolo, dietro non ci sono partiti o sindacati”. La pagina Facebook Bye Bye Raggi è un rullo compressore. Non c’è giorno in cui non venga denunciata una situazione di degrado, tipo la stazione metro ‘Anaconda’ Cipro o la natura che prende il sopravvento al Pigneto, solo per citare degli esempi. Non solo: sabato 27 aprile è apparso uno striscione a Tor di Valle: ” Il progetto dello Stadio a Tor di Valle è uno dei simboli del fallimento della Raggi”.
Una levata di scudi contro il governo della città (“qualcuno, per caso, sta facendo opposizione?”) e che punta all’11 maggio: “Saremo in piazza della Repubblica per salutare uno dei peggiori sindaci di sempre, che dalle metro chiuse all’immondizia fino al disastro urbanistico continua a fare danni. Dalle Torri dell’Eur, agli ex Mercati generali, fino allo stadio tutto quello che tocca Virginia si blocca o diventa inchiesta. Una persona responsabile si dimetterebbe davanti all’evidenza ma lei no. È ora di alzare la voce”.

Terzo Binario ha fatto tappa dietro le quinte di Bye Bye Raggi, dove l’anonimato regna sovrano, con un’idea nata a seguito della chiusura delle stazioni metro. Poi la voce si è allargata a macchia d’olio, in tempi rapidi e inattesi: “Ogni giorno ci scrivono, segnalando le cose che non vanno in città. E sono tante. È un Movimento che aggrega più anime, che passano dal centro e arrivano in periferia. Se vogliamo, è una sfida ai benpensanti della città”.

Bye Bye Raggi è “un punto di attacco” per chiedere le dimissioni della sindaca. Ma guai a parlare di think tank: “Se nascerà qualcosa di diverso non lo sappiamo. E se avverrà ciò, dovrà esserci una proposta valida”. Per ora, quindi, bocche cucite – finché possibile – in attesa di capire chi prenderà voce sabato 11 maggio, per l’atteso appuntamento in piazza della Repubblica. Con un avvertimento (“sempre che riusciate ad arrivarci”) modello ‘Non ci resta che piangere’.
