Braccio da Montone non fa sconti ai candidati sindaco di Santa Marinella • Terzo Binario News

Braccio da Montone non fa sconti ai candidati sindaco di Santa Marinella

Feb 8, 2026 | Politica, Santa Marinella

C’è un momento dell’anno in cui Santa Marinella profuma di mare, salsedine e… naftalina elettorale. È quel periodo magico che precede le elezioni comunali, quando dal nulla riemergono facce note con la puntualità dei peperoni d’agosto: immancabili, indigesti e sempre gli stessi.

Perché a Santa Marinella il ricambio politico è un concetto affascinante, quasi esotico, tipo le balene nel Tirreno: tutti ne parlano, nessuno le ha mai viste.

Così, mentre il resto del Paese discute di IA, startup e giovani amministratori, nella Perla del Tirreno si celebra con devozione la tradizione più solida della Repubblica: la politica geriatrica di prossimità.

In pole position troviamo il sindaco sfiduciato uscente Pietro Tidei, che il prossimo settembre spegnerà 80 candeline. Ottanta. Un’età in cui la maggior parte dei comuni mortali si interroga su pressione arteriosa e pronipoti, mentre a Santa Marinella si pensa giustamente alla pressione elettorale.

Ma attenzione: la concorrenza non dorme. Si mormora infatti del ritorno di Sergio Bucciarelli, appena 78 anni ad agosto. Un giovanotto, praticamente. In confronto, un under 80 è un candidato emergente, una promessa della politica locale, quasi un influencer.

E non finisce qui: all’appello si aggiunge Emidio Bufalini, che quest’anno ne farà 73 e, a quanto pare, viene già considerato il volto fresco della compagnia. Il pupo della situazione. L’enfant prodige della geriatria civica.

A questo punto qualcuno ha avuto un lampo di genio: inserire in squadra un cardiologo, Alessio Manuelli. Perché, diciamolo, la prevenzione prima di tutto. Non si sa mai: tra comizi, consigli comunali e inaugurazioni di rotonde, un elettrocardiogramma può sempre servire. Più che una lista civica, sembra un piano sanitario integrato.

E poi c’è Mariarosaria Rossi, forte di un curriculum che comprende l’esperienza di badante di Silvio Berlusconi. Un’esperienza che, in termini di sopravvivenza politica, vale come tre master e due dottorati. Del resto, se hai gestito Arcore, Santa Marinella è praticamente tirocinio.

Insomma, più che una campagna elettorale sembra una riunione di classe. Di quelle con il cartello “50 anni dopo”.

E qui si insinua il sospetto che per molti fare il sindaco sia diventata un’attività perfetta della terza età: una specie di dopolavoro istituzionale per non stare troppo fra i piedi alle mogli. Più che una candidatura, una versione civica di Fantozzi va in pensione, con la differenza che qui la pensione sembra l’inizio della carriera.

E allora arriva la domanda cattiva, quella che nessuno osa fare ad alta voce: ma davvero, in una città intera, non esiste una generazione politica successiva? Possibile che il futuro amministrativo debba essere sempre custodito nella stessa vetrinetta di cristallo?

La risposta, forse, è meno romantica e più pragmatica: una classe politica non nasce per caso. Si costruisce. Si coltiva. Si lascia crescere. Oppure — ed è l’ipotesi maligna — si evita accuratamente di farla crescere.

Perché il ricambio è rischioso. I giovani fanno domande, hanno idee, pretendono spazio. E lo spazio, si sa, è una risorsa limitata. Molto più comodo riproporsi ciclicamente, come le sagre estive e i peperoni ripieni.

Così Santa Marinella resta fedele alla sua linea: una politica gerovital, dove la parola “futuro” è sempre coniugata al passato prossimo.

E mentre i partiti parlano di rinnovamento, la Perla del Tirreno appare come una grande tavolata domenicale dove, puntuale, ogni cinque anni, qualcuno propone:
“Che facciamo? Aggiungiamo un nonno a tavola?”

E nessuno, stranamente, risponde mai di no.

Braccio da Montone