“Case popolari prima agli italiani. La destra si spacca! Escono dal consiglio Ardita Cavaliere e De Lazzaro e salta il consiglio comunale per mancanza del numero legale, mentre il consigliere Quintavalle stava leggendo la mozione presentata dalla lega”. Il racconto del consiglio infuocato di ieri dal punto di vista del consigliere Fdi Giovanni Ardita.
Ardita afferma di non voler fare un passo indietro e chiederà l’ intervento del Presidente Provinciale della Federazione di FDI della Provincia di Roma on. Marco Silvestroni, colui che nel 2016 presentò nella veste di consigliere comunale la mozione nel comune di Albano. “Ritengo gravissimo – afferma Ardita – che il sindaco non abbia nemmeno preso in considerazione la proposta del consigliere Moretti di indirizzare la mozione alla Regione Lazio per cercare di cambiare i criteri di assegnazione delle case popolari.
Per Ardita “oggi più di prima vi è l’ esigenza per tante famiglie italiane che nel nostro territorio hanno perso il lavoro per il Covid o hanno un lavoro precario, di privilegiare prima le famiglie italiane e nello stesso tempo i comunitari presenti nel nostro territorio da più di 10 anni non saranno esclusi dalle graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari bensì, verranno dopo le famiglie italiane.
“Non riconosco più il sindaco nei suoi ideali di destra nel 2018 difese i Rom che io denunciai per i furti che più volti erano emersi nel territorio dei Monteroni, oggi non accoglie la proposta di una mozione per cercare di cambiare i criteri di assegnazione delle case popolari per cercare di aiutare più le famiglie italiane, nel 2020 i suoi rappresentanti in regione della lega non votarono la mozione per la realizzazione di un ospedale a Ladispoli e Cerveteri, tutto questo mi lascia perplesso”.
Non mi fermo nel portare avanti degli ideali della destra sociale verso le famiglie più deboli, oggi più di prima dobbiamo pensare di sviluppare un edilizia popolare e non solo quella privata, su questo non torno indietro e sono certo che in consiglio comunale più di uno la pensa come me, basta alla politica di buttare giù piccole palazzine al centro per costruire palazzi, più verde bella nostra città, più piste ciclabili e con questa crisi economica e del lavoro non possiamo dimenticarci che esiste una gran fetta di popolazione italiana precaria nel lavoro e a loro dopo 36 anni a Ladispoli dobbiamo dare risposte certe di costruire nuovi alloggi popolari fuori dal centro della città nel verde e con degli ottimi standard qualitativi di vita”.
