Parla l’avvocato Andrea Miroli al CorSera: «Che non avessero più speranze era visibile e percepibile già nel loro aspetto; sui social inviti a uccidersi mentre Claudio sa tutto, è sorvegliato a vista»

«Dopo la confessione del figlio Claudio, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio hanno iniziato la loro discesa agli inferi, qualcosa di visibile e percepibile già nel loro aspetto. Li ho incontrati una volta che Claudio ha parlato con i magistrati confessando il delitto e non avevano più alcuna speranza di risalire»: così dice Andrea Miroli, penalista e avvocato del quarantasettenne che si è accusato della morte di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia intervistato da CorSera Roma.
È, quella di Miroli, un’analisi ancora superficiale perché l’incontro vero e proprio con il suo assistito avverrà stamani nel carcere di Civitavecchia, dove Claudio Carlomagno è detenuto da otto giorni ormai.
«Anche i familiari di un assassino spesso sono vittime»
«Questa vicenda – aggiunge Miroli – dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime, vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità. Le ragioni dietro a questo terribile gesto suicida sono state spiegate in una lettera al loro altro figlio Davide, in merito alla quale occorre però rispetto e privacy. Purtroppo ancora ieri si leggevano sui social messaggi come “quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro”. Leggendo questo e sapendo quanto la pressione mediatica possa turbare le coscienze di chi si trova a vivere queste tremende situazioni, dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici. Il mio pensiero adesso va non solo al mio assistito (che ne è venuto a conoscenza ed è sorvegliato a vista) e a come affronterà questa terribile notizia, ma anche a suo figlio che in pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e per molto tempo il padre». A detta dell’avvocato il duplice gesto suicida smentirebbe altre ipotesi circolate in questi giorni ad esempio quella di un aiuto offerto al figlio per occultare il corpo della nuora: «Perché mai avrebbero dovuto uccidersi assieme se il sospetto lambiva solo il papà?». Sarà l’inchiesta a fugare questo e altri dubbi residui.
