Palumbo, presidente della commissione Trasparenza: “Aleggia il fantasma del default”
“La seduta fiume di commissione Trasparenza, convocata questa mattina per avere chiarezza sulla annosa vicenda dei Bilanci Ama ha lasciato intatti i nostri dubbi relativamente alla gestione di questa azienda da parte della Giunta comunale. Ancora una volta, non siamo riusciti ad avere chiarezza definitiva né sull’approvazione dei Bilanci, né sul Piano assunzionale che dovrebbe essere approvato in Giunta entro fine mese senza però avere lucidità sui conti definitivi dell’azienda, né sulle operazioni di valorizzazione del centro carni, né sul nuovo Piano aziendale”. Così Marco Palumbo, presidente della commissione Trasparenza e consigliere capitolino del Partito democratico.
“Inutili, a nostro avviso, le solite rassicurazioni fornite dal direttore generale e dall’amministratore unico di turno dell’Ama relativamente alla solidità aziendale della partecipata e sull’imminente approvazione dei Bilanci, del Piano tariffario e del Piano assunzionale. È incredibile come i rappresentanti della maggioranza ripetano gli stessi concetti a cadenza regolare salvo poi trascinare all’infinito una situazione di staticità che ormai ha raggiunto livelli patologici”.
“Questa mattina il direttore generale Franco Giampaoletti ha annunciato che il Campidoglio non esclude di ricapitalizzare l’Ama, se ciò sarà necessario alla luce dei conti definitivi che tutti attendono con ansia. Ma sia lui sia l’amministratore Zaghis hanno garantito la continuità dell’azienda per circa 12 mesi, allo scadere dei quali, casualmente, si chiuderà l’attuale consiliatura Raggi. Sarà che, dopo tanto rinviare l’approvazione di questi Bilanci, che comunque saranno ovviamente in perdita, la Giunta non stia maldestramente nascondendo il suo intento di abbandonare l’Ama al fallimento con l’arrivo del prossimo sindaco? A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca”.
“Vediamo se davvero la maggioranza capitolina riuscirà a ultimare la sua corsa contro il tempo evitando il fallimento di una azienda strategica di Roma capitale – ha terminato Palumbo- travolta dall’incertezza da ormai oltre 3 anni e su cui da sempre aleggia il fantasma del default”.
Maurizio Politi, capogruppo Lega in Assemblea Capitolina e Davide Bordoni consigliere e Segretario d’Aula, hanno incalzato: “Purtroppo il quadro delineato da Zaghis e Giampaoletti non è affatto roseo, né per i lavoratori, né per l’Azienda e tantomeno per i cittadini romani. Cosa certa è che il tema Bilanci 2017-2018-2019 non potrà essere risolto entro il termine del 30 giugno fissato dal Governo. Ogni soluzione è possibile, l’Amministratore Zaghis e il Direttore Generale Giampaoletti hanno paventato varie ipotesi, per esempio la ricapitalizzazione dell’Azienda Ama da parte di Roma Capitale, ma ovviamente non possono escludere a priori il fallimento o la riconciliazione. Nel frattempo i romani si trovano un’azienda per la raccolta dei rifiuti che ha subito una enorme svalutazione, passando da un valore di 135 milioni di euro ad appena 31 milioni”.
“Ben tre Bilanci ancora da approvare, tre cambi al vertice (Bagnacani, Malara, Zaghis) e il servizio UND con lo scandalo dei 270 dipendenti lasciati a spasso. Possiamo continuare la carrellata di fallimenti elencati oggi in Commissione, parlando delle forti criticità registrate sul database della tariffa sui rifiuti la TARI e non da ultimo i 165 milioni di euro di crediti che Roma Capitale vantava verso AMA e che le sono stati abbonati nel 2012- 2013 a discapito dei contribuenti romani. Tutto questo è servito a risanare le casse dell’Azienda? No. Ha aiutato i dipendenti? No”.
“Sta contribuendo a migliorare il servizio per la Città? No. Fallimento su tutta la linea. E i vertici che fanno per gestire la crisi di un’azienda in perdita? Fanno indagine di mercato per assumere nuovi dirigenti! Basta rinvii è ora che il Campidoglio si prenda la responsabilità delle proprie scelte fallimentari. Occorre restituire alla città un vero servizio di raccolta rifiuti, con progetti di fattibilità adeguati e non continuando a mettere le mani in tasca ai cittadini”
