Abbattere la statua di Montanelli non ha senso • Terzo Binario News

Abbattere la statua di Montanelli non ha senso

Giu 13, 2020 | Dal Web, Politica

di Fabio Paparella

Voglio dire una cosa impopolare, che suonerà come una nota dissonante soprattutto fra i miei amici di sinistra: rimuovere la statua di Indro Montanelli è sproporzionato e privo di senso. La memoria di quella sua vicenda biografica – l’aver preso in sposa, esercitando così la violenza fisica e psicologica dell’adulto bianco imperialista, una bambina eritrea di appena 12 anni – resterà per sempre come una macchia indelebile sulla sua figura. Ma credo che fare i conti con la storia non possa significare la damnatio memoriae dei suoi protagonisti che, magari sulla spinta iconoclasta di una determinata fase politico-culturale, decidiamo di inserire fra i cattivi. Non possiamo scimmiottare in modo così forzato, improvvisato e stupido tutto ciò che accade negli Usa. Mi stupisco sempre di quanto riusciamo ad essere egualmente ridicoli sia mentre festeggiamo Halloween o il Ringraziamento sia mentre “abbattiamo i simboli di razzismo e oppressione”.

statua montanelli

Perché anziché discutere dell’inutile rimozione della statua di un grande giornalista e divulgatore storico come Montanelli, che pure fu fascista e sopraffattore, non ne approfittiamo per parlare del nostro passato? Approfittiamone una buona volta per parlare del contesto storico in cui si iscrisse l’episodio, raccontato dallo stesso Montanelli, del 25enne italiano che prende in moglie una bambina eritrea di dodici anni. Parliamo di una campagna coloniale che ha visto gli italiani spargere nubi di iprite, gas vietato dalla Convenzione di Ginevra del 1925, su migliaia di etiopi. Affrontiamo le contraddizioni del madamato, ricordiamo la doppiezza dei vertici fascisti nel tollerare concubinaggio e violenze condannando al contempo qualsiasi forma di meticciato.

Nel legittimare l’oppressione, ma non le sue conseguenze, ree di insozzare irrimediabilmente il sangue italico. Piuttosto che della rimozione di un monumento, parliamo della rimozione dalla coscienza collettiva nazionale del nostro passato coloniale. Approfondiamo un’altra polemica che ha visto Montanelli protagonista, stavolta sconfitto già in vita: quella con lo storico del Boca, che denunciò per anni l’uso dei gas che Montanelli, pur avendo partecipato in prima persona alla guerra coloniale, continuava a negare. Dopo la desecretazione dei documenti ufficiali e la conferma dell’uso di armi chimiche da parte di Corcione, Ministro della Difesa del Governo Dini, Montanelli fu costretto ad ammettere di avere torto ed a scusarsi pubblicamente. Se vogliamo fare tabula rasa dei pregiudizi potremmo iniziare dal mito degli “italiani brava gente”, così duro da scalfire ancora oggi. Si veda la retorica di Salvini e dei salviniani. Ad una simile operazione culturale parteciperei volentieri. Dal picconamento della statua di Montanelli mi astengo. Preferirei starmene ai piedi di un albero a leggere le pagine vivide, ricche, incantevoli della sua “Storia di Roma”.