Iniziativa organizzata dalla Pro Loco, col supporto della Fondazione Cariciv che la ospita mercoledì alle 17,30 nella sala Gurrado
di Cristiana Vallarino
Terenzio Collemodi, una figura importantissima nella storia di Civitavecchia. Un ruolo che però non gli è stato riconosciuto come meritava. Anzi, di lui, finora, si sapeva davvero poco. Come ha scoperto lo studioso locale Giovanni Insolera, il quale gli ha dedicato un libro.
Libro che sarà presentato mercoledì alle 17,30 nella sala Gurrado della Fondazione Cariciv, in via Risorgimento 8-12, a Civitavecchia.
L’iniziativa ha il sostegno della Fondazione e l’organizzazione della Pro Loco: infatti, interverranno le presidenti Gabriella Sarracco e Maria Cristina Ciaffi. Mentre a dialogare con l’autore di “L’insegna della Fenice – Vita di Terenzio Collemodi” (edizioni Rubbettino, in vendita alla libreria Dettaglia via Guglielmotti), saranno Gino Saladini e Fabrizio Barbaranelli.
Il professor Insolera, da sempre esperto “navigatore” del vasto mare di archivi locali e non, ha scoperto Collemodi per ragioni “burocratiche”. “Per molti anni ho gestito l’Ufficio beni culturali della Diocesi – racconta Insolera –. Nel 2012 mi dovetti occupare della chiesa di San Giovanni, quella di piazza Saffi, per effettuare improrogabili interventi di restauro con i fondi dell’8 per mille. La chiesa era stata acquistata con l’eredità di Collemodi. E’ stato allora che ho scoperto come lui, rampollo di una famiglia di piccola nobiltà, arrivato a Civitavecchia appena ventenne dal Cilento, nel 1592, aveva anno dopo anno, fino alla sua morte, fatto una carriera incredibile, cominciando aprendo una spezieria, appunto “La Fenice”, e segnando per sempre la vita della nostra città”.
Meglio non dire molto di più, per non fare spoiling e rovinare la lettura del libro che è stato scritto come un romanzo, anche se tutti i protagonisti e le ambientazioni sono reali. E, cosa originale, per non rendere la lettura “pesante”, tutti i rimandi ai documenti reperiti negli archivi si trovano on line sul sito dell’editore: qualche pagina che si può scaricare gratuitamente.

Con questa iniziativa la Pro Loco vuole portare all’attenzione gli episodi più rilevanti della vita del Visconte Collemodi. A lui si deve anche il ritorno nel 1647 delle reliquie di Santa Fermina, dopo la richiesta inoltrata unitamente al Camerlengo Francesco Valvassore al Capitolato di Amelia. Collemodi eresse poi il sacello nella Chiesa di Santa Maria, dove lui stesso fu seppelltito.
“L’avvenimento che più ci lega a Terenzio Collemodi riguarda il ritorno a Civitavecchia delle reliquie della Patrona – spiega la Presidente Maria Cristina Ciaffi – Infatti il Corteo Storico curato dalla Pro Loco, che partecipa alla solenne processione in onore della Santa, ripropone la prima del 1647 e vede tra i diversi illustri personaggi proprio Collemodi, il Camerlengo Francesco Valvassore, l’Abate domenicano Giovan Battista Petrucci, il Castellano Giulio degli Oddi. La rappresentazione storica del Corteo ha consentito di ottenere il riconoscimento di merito e l’inserimento nel 2021, nell’Albo delle rievocazioni storiche della Regione Lazio”.
L’evento, inoltre, sarà il primo di varie iniziative intese a testimoniare l’importante presenza dell’Ordine dei Cavalieri di Malta a Civitavecchia, a cornice della partecipazione di un equipaggio della Repubblica di Malta in occasione del 15° Palio Marinaro dei “Tre Porti”, organizzato dall’Associazione Mare Nostrum 2000, nel programma dei festeggiamenti della Patrona.
