Questa mattina nuova udienza del processo che dovrà portare giustizia e verità per il giovane Marco Vannini, il ragazzo di Cerveteri morto ormai più di un anno fa dopo essere stato ferito mortalmente da un colpo di pistola a casa della fidanzata Martina Ciontoli.
Presso la Corte d’Assise a Roma questa mattina si entrerà nel vivo del processo. Dopo la prima udienza tecnica per l’accoglimento delle liste dei testimoni, che sfileranno di fronte al giudice, faranno comparsa i primi teste, che racconteranno le loro versioni di quell’assurda e tragica morte che ha strappato alla famiglia Vannini il suo angelo Marco.
I TESTIMONI CHE VERRANNO ASCOLTATI OGGI
Si inizia con i testimoni chiesti dal pm D’Amore, che ha seguito l’inchiesta presso la procura di Civitavecchia. La procura aveva poi deciso lo scorso 4 marzo di rinviare a giudizio i 4 membri della famiglia Ciontoli per omicidio volontario e Viola Giorgini, fidanzata di Federico per omissione di soccorso.
La corte sembra intenzionata a ripercorrere passo per passo cosa avvenne quella tragica notte. Con in mano tutte le perizie effettuate nella fase di indagine, oggi sentirà le persone che per prime hanno avuto un contatto con la scena del delitto e con gli imputati.
Oltre alle telefonate al 118 nelle quali i Ciontoli raccontano versioni contrastanti e fuorvianti ai soccorritori, si cercherà di analizzare i loro primi movimenti e cosa trovarono i soccorritori al momento dell’arrivo nella villetta di Via Alcide De Gasperi a Ladispoli.
Oggi verranno ascoltati come testimoni il Maggiore Ceccarelli, che all’epoca dei fatti era comandante della Compagnia dei Carabinieri di Civitavecchia, l’appuntato Andrea Fusari e Francesco Merola che quella notte erano in servizio presso la caserma dei Carabinieri di Ladispoli e Cristian Cutini Calisti che è l’autista dell’ambulanza che si è recata a casa dei Ciontoli. Quest’ultimo fu il primo ad incontrare i Ciontoli e quindi sarà un testimone chiave per riferire cosa ha trovato in quella casa e quale è stato il comportamento dei Ciontoli.
L’ADDETTO DEL 118
Un passaggio chiave questo del primo incontro tra i soccorritori ed i Ciontoli. Sul loro atteggiamento si gioca gran parte del processo.
Risulterebbe infatti agli atti che il Ciontoli Antonio riferì nell’immediato ai soccorritori una versione dei fatti lontana dalla realtà. Nello specifico Antonio Ciontoli avrebbe confermato ai sanitari accorsi la nota questione della ferita da pettine, omettendo in quella fase il fatto che Marco era stato ferito a morte da un colpo di pistola. E che a Marco qualcuno aveva sparato lo sapevano anche gli altri membri della famiglia. Federico infatti avrebbe trovato prima la pistola e poi il bossolo ed avrebbe poi riposto del pistole sotto il letto della camera.
AL PIT DI LADISPOLI
Ma l’autista dell’ambulanza è un testimone chiave anche rispetto a quanto avvenuto al PIT di Ladispoli, dove il giovane è stato portato dopo la constatazione delle sue anomale condizioni rispetto alla versione fornita al 118. L’uomo infatti ha assistito a quanto avvenuto nelle stanze per punto di primo intervento e sembra abbia già riferito alle forze dell’ordine dell’anomalo comportamento dei Ciontoli, in maniera particolare di Antonio. Quest’ultimo si disperava per aver compromesso la sua carriera lavorativa, mentre Marco poco lontano tragicamente si stava spegnendo. Antonio Ciontoli si sarebbe qualificato come carabiniere esibendo il tesserino per poi chiedere di interloquire privatamente con il medico di guardia, Dott. Matera. Da questo colloquio emerse che Marco aveva in corpo un proiettile, anche se il medico aveva già capito che la ferita del giovane non si conciliava con quanto raccontato dai Ciontoli.
IL COMPORTAMENTO DEI CIONTOLI
I passaggi di oggi saranno quindi fondamentali per capire quale è stato l’atteggiamento dei Ciontoli di fronte ai soccorritori. Un atteggiamento che l’avvocato dei Vannini, Celestino Gnazi, ha più volte definito “un’opera lucida di depistaggio”.
In aula molto probabilmente non saranno presenti gli imputati e questa volta nemmeno i genitori di Marco, mamma Marina e papà Valerio. Al termine della scors udienza intervistati avevano fatto sapere che non sarebbero stati presenti per non ascoltare direttamente la testimonianza degli altri teste, in quanto anche loro dovranno deporre di fronte al giudice.
RIFLETTORI ACCESI DA TUTTA L’ITALIA
Intanto il popolo del web e dei social aspetta con trepidazione l’appuntamento di oggi. Dalla pagina Giustizia e Verità per Marco Vannini più di 35.000 persone attenderanno con trepidazione l’evolversi dell’udienza.
Seguiremo in diretta minuto per minuto le fasi dell’udienza odierna, con aggiornamenti in tempo reale e contributi televisivi.
