Riguardo al polverone che si è alzato dopo la notizia dell’aumento dei costi per il servizio di refezione scolastica a Cerveteri abbiamo intervistato l’associazione Mamme Etrusche, che si stanno battendo per far rivisitare i costi e le modalità di erogazione del servizio
Dopo la notizia dell’aumento delle tariffe vi siete attivate sul fronte della mensa scolastica. Cosa chiedete al Comune ?
L’aumento inserito a bilancio dal Comune è di circa il 40% delle tariffe e va a coprire a nostro avviso una necessità di cassa mascherata sotto forma di adeguamento. Prima di tutto è ingiusto, secondo è iniquo perché è troppo alto (anche sotto la forma delle ipotesi ventilate dallo stesso Sindaco) e perché va a colpire sempre la solita fascia di contribuenti virtuosi.
L’appalto della mensa è stato sottoscritto nel 2012, come mai secondo voi nessuno in quattro anni aveva sollevato contestazioni ?
L’appalto nel 2012 è rimasto consultabile al pubblico per un breve periodo di tempo, poi è stato tolto, ed è riapparso solo il 30 giugno 2016 su nostra esplicita richiesta, fortunatamente i proprietari della “casa di vetro” hanno concesso nuovamente ai cittadini la facoltà di consultare questi atti. Le contestazioni dei genitori sulla qualità della mensa ci sono sempre state, ma non conoscendo essi i corretti passaggi , queste si sono fermate o ai rappresentanti di classe o ai Consigli d’interclasse. Addirittura abbiamo notizia che in un istituto comprensivo non vi sia nemmeno stata la nomina di un componente della commissione mensa. Riteniamo che questo sia un fatto grave che andava segnalato al primo Consiglio d’Istituto utile , chi e perché si è arrogato la responsabilità di non farlo non lo possiamo sapere , ad oggi però sia sul sito web del Comune non vi è traccia delle informazioni relative alla refezione scolastica quali menù, loro variazioni , componenti / rappresentanti d’istituto nella commissione mensa e loro relazioni, orari dei turni dei refettori, ma soprattutto come cita il capitolato d’appalto, non vi è alcuna informazione sulla persona atta al controllo di gestione, all’autocontrollo, a cui comunicare le contestazioni. Questa persona di cui non conosciamo l’identità è il Direttore Tecnico del Servizio. Che oltre ogni genitore (lo dice il capitolato !) a sapere chi sia, dovrebbe anche essere sempre reperibile, collaborare con la società, la scuola, l’ufficio pubblica istruzione e con i membri della commissione mensa, nonché con i genitori che rappresentino delle lamentele, segnalazioni o dubbi. Tutte le informazioni che abbiamo richiesto auspichiamo presto che siano di pubblico dominio, ad oggi ancora non lo sono pertanto il nostro Comitato rilevate tutte queste gravi anomalie, dalla trasparenza, alla chiarezza dei ruoli, alla necessità di avere una commissione mensa completa ed adeguata, si è subito attivato.
Secondo le vostre fonti i costi dell’appalto sarebbero troppo alti. Quali sono secondo voi le cause ?
Dallo studio del contratto d’appalto al primo articolo emerge che lo stesso è per “ ..l’approvvigionamento, la preparazione, la somministrazione, la distribuzione dei pasti, nonché sull’articolo 88 e seguenti viene riportato che i locali tutti, dalla cucina, al magazzino, ai refettori, vengono consegnati nello stato di fatto in cui si trovano … viene stilato un elenco delle attrezzature … e quanto preso in consegna si intende in buono stato … “. Nonostante questo che ci fa presumere e pensare quindi che i locali fossero tutti adeguati abbiamo reperito, dopo un’attenta e lunga ricerca – a dire il vero, questa ricerca l’ha incoraggiata il Sindaco Pascucci, in quanto nel corso di uno degli incontri pubblici ha dichiarato che la ditta ha messo tutto apposto e a norma nei locali (pubblicando anche sulla sua pagina Facebook le slide dei refettori patinati e colorati) – uno strano verbale. “Un verbale di esame di progettazione esecutiva degli interventi migliorativi proposti in sede di gara”. Ecco che a seguito di questo ulteriore atto a noi sconosciuto fino a qualche giorno fa, ci siamo forse imbattute in un documento che attesta ma non documenta la necessità di lavori di ammodernamento, messa in sicurezza di tutti i locali. Possibile che questi costi facciano parte del contratto d’appalto della refezione scolastica, se si, è corretto ? Cosa stanno realmente pagando i genitori ?
Esistono dei rappresentanti dei genitori che deliberatamente possono effettuare dei sopralluoghi nella mensa. Come mai fino ad ora non erano emerse serie criticità, cosa non avrebbe funzionato nella catena dei controlli ?
Semplicemente come sopra descritto la comunicazione. Intanto va detto che i controlli devono partire dalla Asl e dall’ufficio pubblica istruzione. Lo hanno fatto, dove sono i verbali dei controlli ? Li abbiamo richiesti, li stiamo aspettando. I componenti della commissione mensa, va ricordato , sono dei genitori volontari e volenterosi, meglio sarebbe, come raccomandato dal Sindaco, che avessero delle competenze nel settore. Al momento conosciamo solo un componente con le competenze e stiamo collaborando per studiare le migliori soluzioni da poter proporre all’amministrazione.
Sappiamo che avete chiesto un incontro al comune ed alla Asl per la revisione del menù settimanale. Cosa non torna secondo voi nella dieta predisposta dalla Asl ?
Si certamente, siamo quindi a significare il malcontento generale dei genitori sul menù adottato dalla e ne abbiamo chiesto la revisione. Prima di questo ovviamente ci siamo fatte aiutare e consigliare da un’esperta super partes (persona non coinvolta nei fatti né direttamente, né indirettamente) Biologa Nutrizionista di Roma. Ella, in particolare, ha affermato di non ritenere gli schemi dei menù aderenti alle indicazioni delle medesime Linee guida per la mancata alternanza stagionale di prodotti freschi e locali, per via delle ricette povere in termini qualitativi e le proposte alimentari poco varie, monotone e poco gradite alla comunità. Inoltre le linee guida di indirizzo stagionale invitano il gestore del servizio alla scelta di alimenti a filiera corta, a prodotti ortofrutticoli freschi secondo stagionalità, ecc, pertanto la Nutrizionista si chiede (e noi con lei ) come preparati alimentari di lavorazione industriali, sebbene conformi alla normativa nazionale e comunitaria, possano rispondere alle indicazioni sopracitate, in ultimo facciamo presente che questo non è in conformità con l’art. 1 Oggetto dell’appalto del Capitolato in questione – “ ..approvviggionamento, preparazione, somministrazione e distribuzione … di pasti con una componente di prodotti agro-alimentari in prevalenza biologici locali e regionali …”.
Siamo partite da questa semplice osservazione del menù allegato al Capitolato d’appalto, essendo questo l’unico menù a nostra conoscenza e a disposizione del pubblico. Abbiamo poi richiesto sempre alla Asl ed al Sindaco di poter collaborare, inviato loro la relazione completa della Biologa Nutrizionista da noi interpellata, sempre ovviamente con l’ausilio di una biologa nutrizionista esperta, alla rielaborazione del/dei menù. Siamo in attesa di risposta che è ragionevole pensare sarà positiva.
A Cerveteri fino al 2015 il servizio costava 20 euro in meno al mese rispetto a comuni vicini, mentre ora si pagherà sostanzialmente un prezzo in linea con gli altri comuni. Prezzo troppo basso prima o tariffa ingiusta in tutti i comune del litorale ?
Non è corretto affermare che si vuole andare verso una equiparazione del costo del servizio come negli altri comuni, semplicemente perché a Cerveteri sono state tolte le esenzioni totali e non vi sono mai state le agevolazioni parziali per i nuclei familiari aventi diritto. Va da sé che in una comunità, ad esempio, di 1500 famiglie con bambini se tutti pagano 55 euro tutti i mesi il Comune incasserà una cifra assoluta, mentre, in un altro comune vicino, a parità di famiglie, ovvero 1.500, se vi sono però 150 famiglie esenti ed altre 350 che hanno diritto ad agevolazioni parziali, anche se tutti gli altri pagano 60 euro al mese, è insito che il comune vicino incassa di meno. E’ il comune vicino infatti che pur avendo tariffe più alte viene però incontro alle famiglie meno abbienti con un’equa ripartizione della spesa sociale, se poi la assoggetta a controlli ancora meglio. Qui a Cerveteri si fa fatica a comprendere come l’amministrazione comunale abbia potuto cancellare queste famiglie dalla spesa sociale e non solo per la mensa, ma anche per tutto il resto, come ad esempio il trasporto scolastico. Riteniamo pertanto che il prezzo dello scorso anno di 40 euro al mese possa essere mantenuto, restituendo alle famiglie bisognose dignità e rispetto sociale con il reintegro delle esenzioni ed agevolazioni (ad oggi non ancora reintegrate, ce lo comunicano le stesse famiglie) su questo non si tratta.
