Riceviamo e pubblichiamo – In una notte del 1899, la piccola cittadina di Tallulah, nei pressi di New Orleans, fu scenario del linciaggio di cinque “sporchi dagos”. Così venivano definiti in modo spregiativo gli immigrati italiani dalla gente locale.
In un momento storico segnato dal fenomeno dell’immigrazione, la giornalista Concita De Gregorio, conduttrice della trasmissione “Il pane quotidiano”, invita l’impegnato scrittore torinese Enrico Deaglio a presentare il suo ultimo lavoro. “Storia vera e terribile tra Sicilia e America” è un romanzo di grande attualità e di notevole impatto socio-culturale. Narrandoci brevemente la vicenda, Deaglio evidenzia la crudeltà di un paese serrato nel pregiudizio, ponendo particolare enfasi sul fatto che il linciaggio sia avvenuto di fronte ad <>. Codesto avvenimento ci riporta ad un tempo lontano, in cui gli “africani” eravamo noi. A quando negli ultimi decenni del XIX secolo dall’Italia partirono ben 5 milioni di migranti. I fratelli De Fatta, protagonisti del libro, non erano che commercianti di verdura, in buoni rapporti con gli afro-americani. Questa passata realtà, forse ormai dimenticata, si rivela, invece, notevolmente attuale. I cinque siciliani erano umili venditori, gli stessi venditori che oggi in Italia vengono discriminati, in quanto stranieri che portano via il lavoro ai concittadini. Al giorno d’oggi, in quella stessa terra, la Sicilia, da cui una volta partivano barconi per il nuovo mondo, arrivano quotidianamente milioni di rifugiati. Le storie di coloro che partono senza la certezza di arrivare sono storie crude, di dolore e di terribile tristezza. Storie di gente a cui è negato il diritto all’esistenza. <>, queste le parole di Deaglio durante l’intervista. Un Paese come l’Italia, profondamente segnato dal preconcetto, non può risollevarsi, se non mediante l’afflusso di culture straniere. Alla domanda, posta dalle studentesse del liceo Sandro Pertini “Qual è , a suo avviso, il potere dei mass-media, nell’influenzare nell’opinione pubblica la percezione del migrante, che può arrivare ad apparire tanto minaccioso quanto martire?”, Deaglio risponde: “Il potere è enorme, da tutti i punti di vista. Ad esempio ha avuto un effetto incredibile la foto del bambino soccorso dal soldato, pubblicata ampiamente sul web. A provocare una tale compassione sono stati tuttavia i dettagli. Il vestiario occidentale ed i tratti comuni del bambino hanno surclassato il pregiudizio, facendo sì che milioni di persone vedessero il bimbo soltanto per ciò che era.”. Le parole di Deaglio sono state illuminanti a fronte di quelle problematiche sociali che risultano universali e la partecipazione al programma televisivo è stata per noi ,alunne del liceo, spunto di importanti riflessioni e considerazioni riguardo fatti che, seppur passati, rimangono incisivamente attuali.
