Infiltrazioni della 'ndrangheta: la DIA sequestra Il Barroccio nei pressi del Pantheon • Terzo Binario News

Infiltrazioni della ‘ndrangheta: la DIA sequestra Il Barroccio nei pressi del Pantheon

Lug 16, 2015 | Cronaca, Roma

barroccioIl ristorante “Il Barroccio” nei pressi del Pantheon a Roma è stato sequestrato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) al proprietario, l’imprenditore calabrese Salvatore Lania in contatto con personaggi legati al mondo della ‘ndrangheta.
Lania era stato arrestato il 12 marzo dalla DIA per intestazione fittizia di beni, e avevo subito il sequestro dei ristoranti “Er faciolaro” e “La rotonda”, sempre in via dei Patini, nel cuore della capitale.

‘Il Barroccio’ e’ stato sequestrato in base a un decreto del Gip di Roma.
Al Lania erano stati sequestrati beni mobili e immobili per dieci milioni di euro.
I beni sequestrati nella giornata di ieri ammontano invece a circa un milione di euro. L’uomo era stato coinvolto anche nell’inchiesta sul Cafe’ de Paris a via Veneto, in mano a prestanome della potente cosca reggina degli Alvaro, sequestrato e poi confiscato. Il ristorante ‘Il Barroccio’ resta aperto ma e’ stata applicata la misura dell’amministrazione giudiziaria controllata. Cosi’ come e’ avvenuto per gli altri due locali sequestrati allo stesso imprenditore, l’attivita’ di ristorazione continua e i proventi vengono utilizzati per pagare il personale e i fornitori. Lo scopo e’ assicurare il ciclo produttivo e i livelli occupazionali. Il tutto e’ gestito da un amministratore giudiziario nominato dal tribunale. Via dei Pastini, dove sono ubicati, uno dopo l’altro, i tre locali sequestrati a Lania, e’ una piccola strada molto frequentata dai turisti che visitano Roma e affollano a ogni ora del giorno i tre ristoranti. E secondo la Coldiretti sono almeno cinquemila i locali della ristorazione in Italia nelle mani della criminalita’ organizzata, che approfitta della crisi economica per penetrare in modo sempre piu’ massiccio e capillare nell’economia legale. Il volume d’affari complessivo dell’agromafia e’ salito – rileva la Coldiretti – a 15,4 miliardi di euro, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese. L’agroalimentare – conclude Coldiretti – “e’ divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicita’ in tempo di crisi perche’ consente di infiltrarsi in modo capillare nella societa’ civile e condizionare la via quotidiana della persone”.