Il corteo è stato organizzato da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro i tagli e chiedere l’apertura del dialogo per un rilancio economico ed è proseguito senza intoppi nè scontri.
Secondo gli organizzatori erano circa cinque mila le persone a manifestare questa mattina per le strade del centro per il corteo. In piazza lavoratori di tutte le categorie, cittadini romani ma anche tassisti e dipendenti capitolini e lavoratori della Multiservizi e di Milano 90. La manifestazione colorata da striscioni e palloncini colorati, è partita intorno alle dieci da piazza dell’Esquilino e ha attraversato per via Cavour e via dei Fori Imperiali, si è diretto a piazza Santi Apostoli. Tra gli organizzatori Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Mario Bertone, responsabile della Cisl di Roma e Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma e Lazio.
“Marino svegliati” è lo slogan diffuso dai sindacati per protestare contro una giunta inadeguata ad affrontare i problemi della capitale, una città sprofondata nell’inerzia, nella recessione, nella paura senza alcuna visione per un futuro migliore”. E’ questa la denuncia dei sindacati. Si legge nella nota: “Di tutto ciò nel bilancio 2015 targato Marino non v’è traccia, mentre, inaspettatamente, le scelte attuate sono all’insegna dei risparmi e dei tagli senza alcuna prospettiva di rilancio economico, di investimenti, di lavoro”. I sindacati chiedono di voltare pagina e vogliono delle assicurazioni per il futuro: “Serve un nuovo modello di sviluppo, aprendosi ad un confronto operoso con le parti sociali che fino ad oggi non è mai partito”.
In piazza tra i manifestanti anche i rappresentanti di Sel. Tra questi il capogruppo capitolino Gianluca Peciola, il quale aveva fatto appello a tutti i consiglieri di maggioranza affinché: “Facciamo sentire la nostra presenza ai lavoratori. I temi sollevati sono cruciali per la vita dei cittadini e richiedono un confronto serrato con i sindacati. Questo è un segnale che l’amministrazione deve dare.”
Un contesto ambiguo per il partito di Vendola dato che in giunta può contare sul vicesindaco con delega al Personale, Luigi Nieri, una figura non di poco conto: “Bisogna sempre avere grande rispetto per la piazza. Mi chiedo però, con un pizzico di polemica costruttiva, perché nell’era Alemanno non sia mai stata fatta una manifestazione del genere” ha affermato il vicesindaco.
Risponde alle accuse l’ Assessore alla Mobilità e ai Trasporti e ai Rapporti con l’Assemblea Capitolina con una nota:
“Comprendo la delusione di Cgil, Cisl e Uil che si aspettavano un’adesione alla manifestazione di oggi di proporzioni ben diverse dalle poche centinaia di attivisti che hanno sfilato per le strade della nostra città, facendosi peraltro forti di slogan che fanno torto alla cultura democratica che deve caratterizzare il movimento sindacale” afferma, Guido Improta, che continua: “Criticare è legittimo, così come è doveroso confrontarsi sulla base di proposte che tengano conto del contesto economico e sociale dal quale nascono i problemi che devono essere affrontati. Roma sta archiviando con fatica una stagione che ha visto le classi dirigenti della nostra città venire a compromessi intollerabili dal punto di vista etico e morale. Non è mistificando la realtà, e disconoscendo il lavoro che l’Amministrazione Marino sta portando avanti, che il sindacato può contribuire a condividere una visione del futuro”, ha affermato l’assessore nella nota, provando a smorzare i toni:
“Invito tutti ad abbassare i toni, ad evitare conte inutili come quella di oggi e a rilanciare un confronto rispettoso delle prerogative di un sindaco che ha il diritto di realizzare il programma con il quale è stato eletto e di un movimento sindacale che deve ritrovare la sua funzione di proposta per il bene della nostra comunità.”
Dello stesso avviso Giulia Tempesta del Pd che attacca i colleghi di Sel con l’accusa di stare con due piedi in una scarpa: “E’ Bizzarro che alcuni colleghi manifestino contro se stessi, a fianco tra l’altro della destra che ha devastato Roma.”
Sul corteo è scontro sui numeri. Per i confederali hanno sfilato in cinquemila, mentre per la questura il numero di partecipanti supera di poco le duemila unità.

